La mediazione degli Usa
Presto negoziati a Washington tra Israele e Libano: solo 15 navi passeranno da Hormuz ogni giorno
Il premier libanese Nawaf Salam ha chiesto al suo omologo pakistano, Shehbaz Sharif, di ratificare l’inclusione del Libano nel cessate il fuoco tra Usa e Iran, per evitare che gli attacchi dell’Idf come quelli di mercoledì si ripetano nuovamente. Ha fatto lo stesso il presidente Michel Aoun da Beirut, sottolineando che l’inserimento del Paese nella tregua sia «l’unica soluzione alla situazione attuale. Secondo Axios i colloqui diretti per la cessazione delle ostilità si terranno la prossima settimana a Washington, alla presenza dell’ambasciatore libanese Michel Issa e di quello ebraico, Yechiel Leiter.
Israele ha scelto di attuare una relazione diplomatica per distendere gli animi soltanto dopo la chiamata di Donald Trump a Benjamin Netanyahu, in cui il presidente americano ha chiesto al premier di Tel Aviv di ridurre gli attacchi perché i negoziati abbiano successo. E così il primo ministro ha accettato la proposta, spiegando che «i colloqui si incentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di una relazione pacifica tra Israele e Libano».
L’Iran non molla la presa: «l’accordo sul cessate il fuoco deve includere il Libano»
I bombardamenti israeliani in Libano hanno minato il cessate il fuoco pattuito da Washington e Teheran per 15 giorni. Ed è anche per questo che la Repubblica islamica esige un cambio di fronte per continuare a coltivare le trattative. «L’accordo deve includere il Libano, eravamo sul punto di rispondere agli attacchi, ma il Pakistan è intervenuto. Le prossime ore saranno cruciali», ha spiegato il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi, sottolineando che gli Usa «devono fermare» l’offensiva di Tel Aviv nel Paese dei cedri. Secondo quanto riportato dalla Tass da un’importante fonte iraniana, i Pasdaran consentiranno a non più di 15 navi al giorno di oltrepassare lo Stretto di Hormuz.
Anche la Russia ha sostenuto l’inserimento del Libano nel cessate il fuoco, attraverso un comunicato del ministero degli Esteri. Poi, a rafforzare la posizione di Mosca, ci ha pensato la portavoce della diplomazia Maria Zakharova, che ha condannato gli attacchi israeliani sul Libano e sottolineando che «tali azioni aggressive minacciano di far deragliare il processo negoziale in corso».
Gli Usa continuano a rivendicare i progressi nella guerra in Medio Oriente
La mediazione tra Israele e Libano non ha impedito agli Usa di rivendicare gli sviluppi nella campagna militare contro Teheran. A darne notizia è stato il comandante del Centcom Brad Cooper: «Ci eravamo prefissi di smantellare la capacità del regime iraniano di proiettare la propria potenza oltre i suoi confini, e abbiamo chiaramente portato a termine questo compito». E ancora: «L’Iran ha subito una sconfitta militare generazionale. Gli Stati Uniti e Israele hanno sistematicamente distrutto la capacità dell’Iran di condurre operazioni militari su larga scala per gli anni a venire».
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