Dopo l'abbattimento dell'aereo
Gli Usa hanno recuperato un pilota del jet precipitato in Iran: taglia di Teheran sull’altro militare
Gli Usa hanno recuperato un pilota precipitato in Iran. Ne dà notizia il Jerusalem Post. Dopo l’abbattimento dell’F-35 americano di stamattina, i Pasdaran hanno iniziato la caccia ai membri dell’equipaggio sopravvissuti allo schianto.
«Coloro che riescono a catturare o uccidere le forze nemiche ostili saranno particolarmente elogiati dall’ufficio del governatore» di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, ha spiegato l’agenzia di stampa Isna. Nel frattempo, gli esercizi commerciali iraniani hanno annunciato che una ricompensa di 10 miliardi di toman (circa 50.000 sterline) è stata fissata dai commercianti della provincia e verrà consegnata a chiunque trovi “l’intruso” americano. Anche la televisione di stato ha confermato che i cacciatori di taglie potrebbero ricevere una ricompensa «considerevole», semmai dovessero riuscire a portare a termine la cattura dei militari statunitensi.
Dopo l’arresto, Teheran ha pubblicato immagini e video in tv che mostrano parti dell’aereo precipitato e uno dei sedili eiettabili. Potrebbe essere più difficile stabilire un contatto diplomatico per riportarlo a casa in questo momento, visto che gli Usa hanno espulso il vice-ambasciatore iraniano all’Onu lo scorso dicembre. Il rapimento del pilota si somma al giallo sul sequestro della giornalista americana Shelly Kittelson, rapita nel centro di Baghdad in Iraq da alcuni uomini armati. Anche una legale per i diritti umani con cittadinanza francese, Nasrin Sotoudeh, è stata arrestata in Iran e il Paese d’origine ha chiesto la scarcerazione immediata.
Pilota americano rapito in Iran: la televisione aveva annunciato una taglia sulla sua cattura
La situazione in Medio Oriente rimane tesa, soprattutto dopo che un infrastruttura dell’ energia elettrica e per la desalinizzazione dell’acqua in Kuwait è stata colpita da un raid aereo. Anche se il ministro degli Esteri ha incolpato l’Iran, i Pasdaran continuano a negare di essere i responsabili e raccomandano i Paesi del Golfo di prestare la massima «massima attenzione» su quelli che definiscono «sforzi» da parte di Usa e Israele «per fomentare disordini, destabilizzare e distruggere la regione». Di tutta risposta, Netanyahu ha affermato che «in pieno coordinamento tra me e il presidente Trump, tra le Forze di Difesa Israeliane e l’esercito statunitense, continueremo a colpire l’Iran».
»Con ancora un po’ di tempo, possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e farci una fortuna», ha spiegato il presidente americano in un post su Truth social, ipotizzando la disponibilità di «fiumi di petrolio» per il mondo intero. Intanto, Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sarà in visita a Washington la settimana prossima, dall’8 al 12 aprile
Un’altra nave passa lo Stretto di Hormuz
Qualcosa inizia a muoversi anche in senso positivo, sul versante commerciale. Dopo la prima nave francese uscita dallo Stretto di Hormuz, un’altra giapponese è riuscita ad attraversarlo. Secondo Asahi Shimbun, è la prima imbarcazione nipponica a uscire dal Golfo persico da quando, più di un mese fa, sono cominciati gli attacchi americani e israeliane contro l’Iran, che hanno scatenato la risposta di Teheran.
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