Sul giornale di Travaglio
Fidanza denuncia il “tarocco” di Fatto Quotidiano e Report: «La redazione unica colpisce ancora»
L'eurodeputato di FdI svela che l'intervista pubblicata oggi sul Fatto e firmata dall'inviato di Report Mottola risale al dicembre del 2023, senza che nulla nel testo e nell'impaginazione faccia capire che è vecchia di quasi due anni e mezzo
«Lascio a voi, e magari anche all’Ordine dei Giornalisti, giudicare correttezza e credibilità della “redazione unica”». Con queste parole l’eurodeputato di FdI, Carlo Fidanza, conclude un post nel quale denuncia una vicenda che accende un potente riflettore su certo modo di fare giornalismo: la pubblicazione sul Fatto Quotidiano di oggi di una sua intervista che risale al dicembre 2023, senza che nulla nel modo in cui viene presentata chiarisca che si tratta di un colloquio vecchio di quasi due anni e mezzo.
L’intervista del 2023 presentata come attuale
Oggetto dell’intervista pubblicata dal Fatto Quotidiano e firmata da Giorgio Mottola, di cui viene specificato in calce che è «inviato di Report, Rai», sono i contatti che Fidanza ebbe con Gioacchino Amico, oggi pentito del clan senese, senza ovviamente che ne conoscesse il profilo criminale. Nel cappello dell’intervista si fa esplicito riferimento al selfie dell’uomo con Giorgia Meloni, che è stato pubblicato nei giorni scorsi dallo stesso Fatto Quotidiano, da Repubblica, Fanpage e Report (nel complesso ribattezzati dalla premier “redazione unica”, ndr) e che ha dato il via a una serie di accuse e illazioni lunari della sinistra politica e mediatica su presunti rapporti di FdI con la criminalità organizzata.
I richiami diretti ai fatti di questi giorni
Dunque, l’intervista viene da subito inquadrata nella strettissima attualità. Di più, dopo aver riportato le parole con cui Meloni nei giorni scorsi ha ricordato che «esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie» senza che lei possa sapere di chi si tratta, il cronista scrive: «Ma che Amico non fosse un semplice ammiratore a caccia di una banale photo opportunity lo ha confermato a Report uno degli uomini chiave del potere meloniano in Regione Lombardia: Carlo Fidanza, attuale capodelegazione di FdI al Parlamento europeo. All’epoca, infatti, l’allora deputato meloniano conosceva molto bene Amico. Ho chiesto direttamente all’europalamentare di FdI dei suoi rapporti con l’uomo di Michele Senese in Lombardia, in un’intervista che andrà in onda domenica a Report. La sua testimonianza contiene alcune importanti ammissioni». Dopo questa sottolineatura partono le domande.
La denuncia di Fidanza: «La “redazione unica” colpisce ancora»
Nulla chiarisce che l’intervista a Fidanza è vecchia: non un elemento grafico, non un sommario, non un asterisco, mentre anche quell’«all’epoca» sembra riferirsi al periodo della foto che risale al 2019. Tutto, invece, induce a pensare che l’interviasta sia di oggi, come denunciato da Fidanza nel post accompagnato da una locandina con le testate del Fatto Quotidiano e Report e il commento «La redazione unica colpisce ancora. Oggi manipolano e spacciano per attuale una mia intervista del 2023 sul caso Amico».
La ricostruzione di quando e come si è svolto il colloquio con Mottola
«Oggi il Fatto Quotidiano – scrive Fidanza sui suoi social – pubblica una mia vecchia intervista a Giorgio Mottola in cui commentavo le vicende legate a Gioacchino Amico, rilanciate alcuni giorni fa dalla redazione di Report con tanto di vergognoso utilizzo di un selfie di Amico con Giorgia Meloni. Incredibilmente omettono di spiegare che quelle dichiarazioni non sono state rilasciate ieri, come qualunque lettore viene portato a credere, bensì nel dicembre del 2023».
In quell’occasione, «nel corso di Atreju – continua il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo – venni avvicinato dalla telecamera di Report e lo stesso Mottola mi chiese conto del mio incontro con Amico del lontano 2019. Ne nacque un’intervista di ben 7 minuti, in cui risposi a tutte le domande, con estrema serenità e disponibilità perché, semplicemente, non avevo e non ho nulla da nascondere».
«Nel servizio trasmesso da Report il 14 gennaio 2024 – aggiunge Fidanza – di quei 7 minuti rimasero soltanto pochi secondi. E, siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche nella cosiddetta intervista di allora, pubblicata oggi e spacciata come attuale, quei 7 minuti del 2023 vengono tagliati e cuciti su misura, omettendo parti molto significative».
Una «manipolazione» per «confermare i loro assurdi teoremi»
In quell’intervista, prosegue Fidanza, «già chiarivo che Amico mi si era presentato come referente del movimento Grande Nord, che all’epoca non era indagato per fatti di mafia e che non aveva mai ottenuto ruoli o favori da me né da FdI». «Evidentemente pensano che questa manipolazione possa servire per confermare i loro assurdi teoremi su inesistenti contiguità con le mafie», conclude Fidanza, rimandando alla valutazione di ciascuno «e magari anche all’Ordine dei Giornalisti» il giudizio sulla «correttezza e credibilità della “redazione unica”».
A questo link il servizio di Report del 14 gennaio 2024 cui fa riferimento Fidanza
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