Misure concrete
Cultura, dal ministero 5 milioni a sostegno dei piccoli editori. Giuli: «Presidi essenziali di pluralismo e crescita»
Uno stanziamento da 5 milioni di euro per sostenere i piccoli editori. È quello messo a disposizione dal ministero della Cultura, per il tramite del Centro per il libro e la lettura, e che sarà erogato sotto forma di voucher alle imprese editoriali che hanno meno di 10 dipendenti e un fatturato pari o inferiore ai 2 milioni di euro.
Dal Mic 5 milioni per i piccoli editori
La misura si inserisce in una più ampia strategia del Mic a sostegno della filiera, per la quale nel corso del 2026 sarà avviato un ulteriore progetto da 8 milioni di euro e che ha potuto contare già sul raddoppio del Fondo per l’acquisto di libri da parte delle biblioteche, passato con il Decreto Cultura da 30 a 60 milioni di euro per il biennio 2025-2026. «Nel libro si sostiene non solo un settore produttivo strategico, ma una idea di Paese più forte culturalmente e più coeso socialmente», ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, presentando il bando per il voucher.
Giuli: «Sono un presidio di libertà, conoscenza e crescita civile»
La misura, ha ricordato, sostiene «le microimprese editoriali, cioè quelle realtà che pur nelle loro dimensioni contenute rappresentano un presidio essenziale di pluralismo culturale, di qualità editoriale, di ricerca e di radicamento». I piccoli editori, ha proseguito Giuli, «sono una componente vitale del nostro ecosistema culturale». «Difendono la bibliodiversità, intercettano energie nuove, valorizzano cataloghi coraggiosi, alimentano la ricchezza del dibattito intellettuale nazionale. Sostenere loro – ha chiarito Giuli – significa sostenere il libro come strumento di libertà, conoscenza e crescita civile».
Lanna: «Laboratori di idee e avanguardie culturali»
È stato il direttore del Centro per il libro e la lettura, Luciano Lanna, a sottolineare che «le piccole case editrici rappresentano un presidio di avanguardia culturale. Sono laboratori di idee, spazi in cui la creatività e la ricerca hanno la priorità rispetto alle strategie imprenditoriali. Custodiscono la diversità narrativa, la bibliodiversità, proteggono la pluralità delle voci e alimentano un panorama letterario che sarebbe altrimenti impoverito dalle logiche del solo mercato. Senza il lavoro delle piccole case editrici, molte storie sarebbero rimaste invisibili, e con esse interi pezzi di cultura e immaginario».
Il raddoppio del Fondo per gli acquisti delle biblioteche
Giuli ha poi ricordato la strategia complessiva a sostegno dell’intera filiera del libro e delle lettura, che «riguarda le piccole case editrici, le librerie, le biblioteche, i territori più fragili e il diritto dei cittadini ad accedere alla cultura». «Le biblioteche in particolare, sono presidi di educazione, di socialità e di connessione civile, soprattutto nelle periferie, nelle aree interne e nei contesti più esposti, a rischio di povertà culturale», ha sottolineato Giuli, spiegando che dei 60 milioni stanziati grazie al Decreto Cultura per l’acquisto di libri da parte delle biblioteche «54,8 milioni risultano già assegnati per il 2025, con 4522 biblioteche ammesse al contributo su 4541 domande».
Anche il mercato dà segni di crescita
Dati cui si aggiungono quelli della crescita del mercato, che nei primi tre mesi del 2026 hanno visto un incremento del 3,4% a valore e del 2,5% in copie, raggiungendo 347,8 milioni di euro e 23,2 milioni di copie vendute, con un risultato ancora più significativo per le librerie indipendenti, che hanno segnato un più 8,7% a valore, più 7,1% a copie. «Questi numeri sono stati ricondotti dal ministero ai primi effetti delle misure introdotte a sostegno della lettura e della filiera del libro. Sono dati che ci incoraggiano a proseguire con determinazione quando le istituzioni investono», ha commentato Giuli.
Gli editori: «Finalmente uno strumento concreto e accessibile»
Soddisfazione per i risultati raggiunti sia per la piccola editoria sia per il comparto in generale è stata espressa dal presidente del Gruppo Piccoli editori dell’Aie, l’Associazione italiana editori, Lorenzo Armando, sia dal presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, che hanno sottolineato l’importanza delle misure a sostegno del comparto.
Anche l’Adei, Associazione degli editori indipendenti, ha salutato con favore l’approvazione del voucher: «Finalmente uno strumento concreto e facilmente accessibile – ha detto la presidente Della Passarelli – a sostegno dei tanti editori indipendenti che in Italia fanno ricerca e scouting».
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