Spettro esorcizzato
Crisi energetica e scuola, Valditara blinda le aule e stoppa polemiche e nostalgici: “La Dad non è contemplata”. E Suor Monia Alfieri approva
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara esclude il ritorno alla didattica a distanza: «La Dad non è contemplata in alcun modo». La smentita arriva dopo le ipotesi circolate nelle ultime ore in relazione alla crisi energetica legata al conflitto in Iran.
Dunque, Valditara boccia la Dad e respinge l’ipotesi relegandola al periodo ipotetico dell’impossibilità: «Non è contemplata». Il governo non cede al ricatto della crisi energetica, anzi ventilato il bluff, rilancia. Insomma, il messaggio del titolare del dicastero di Viale Trastevere è netto e inequivocabile: nessun ritorno al passato, nessuna chiusura mascherata da “risparmio”.
E, soprattutto, nessuna intenzione di sacrificare ancora una volta il diritto all’istruzione sull’altare dell’emergenza. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interviene con chiarezza cristallina per spegnere sul nascere le indiscrezioni che vorrebbero un ritorno della Didattica a Distanza (Dad) come misura di contrasto alla crisi energetica innescata dalle tensioni belliche in Iran.
Crisi energetica e scuola, Valditara assicura: «La Dad non è contemplata in alcun modo»
«La Dad non è contemplata in alcun modo», asserisce e conferma all’Adnkronos Valditara sull’eventualità di un ritorno alla didattica a distanza in seguito alla crisi energetica – e agli sos lanciati dai nostalgici del lockdown – legata alle conseguenze della guerra in Iran. Insomma, il ministro è stato perentorio. Poche parole che suonano come una blindatura delle aule scolastiche, ponendo fine a un tam-tam mediatico che nelle ultime ore aveva generato sul nascere apprensione tra famiglie e docenti. Ma al cospetto di uno spettro rievocato ad hoc, il messaggio del governo è chiaro: la scuola resta al centro. E non diventerà il “bancomat” del risparmio energetico nazionale.
Dad, il no fermo di Valditara: l’allarme (rientrato) del sindacato
Valditara, dunque, è partito proprio dalla smentita delle voci che da qualche ora si stavano insistentemente rincorrendo. Rumors su un possibile ritorno alle lezioni da remoto alimentate in particolare – come riporta la stessa Adnkronos – dalle dichiarazioni di Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (il sindacato di categoria della scuola). Pacifico infatti aveva ipotizzato l’adozione della Dad come misura consequenziale a un eventuale smart working di massa nel settore pubblico, necessario per frenare un’inflazione galoppante e razionalizzare le risorse (luce, gas e petrolio) in caso di escalation del conflitto in Medio Oriente.
Secondo Pacifico peraltro, «non si tratterebbe di un’iniziativa isolata dell’Italia, considerando che già la riduzione dei giorni di lavoro viene adottata in diversi altri paesi del mondo». «La scuola, a ogni modo, dovrà essere l’ultima a chiudere – ha avvertito il leader di Anief – ma se la guerra continua potrebbe essere colpita dall’attuale crisi».
Crisi energetica vs Dad: la linea della fermezza di governo e ministro dell’Istruzione
Ma ala risposta del governo, arrivata con le affermazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, è stata tranchant. Nonostante il quadro internazionale complesso e le ripercussioni sul costo dei carburanti, la linea del dicastero di Viale Trastevere non cambia. Per l’esecutivo, la scuola è una comunità presenziale insostituibile. Se in altri Paesi si valuta la riduzione dei giorni lavorativi, il ministero guidato da Valditara sceglie di tutelare la continuità didattica in presenza, rigettando modelli che, durante la pandemia, hanno già mostrato limiti pedagogici e sociali profondi. E quindi: la scuola non chiude. È la porta alla Dad che resta sbarrata.
Suor Monia Alfieri: «Dad? Errore più grande non potrebbe essere commesso»
Una ferma presa di posizione che Suor Monia Alfieri – cavaliere al Merito ed esperta di politiche scolastiche – approva e condivide parlando con l’Adnkronos. E asserendo: «In queste ore sento ventilare l’ipotesi di una possibile introduzione della Dad a motivo degli aumentati costi energetici. Quod Deus avertat. Errore più grande non potrebbe essere commesso. Stiamo, infatti, scontando ancora adesso le conseguenze della Dad introdotta in tempi di pandemia. Tutti coloro che a vario titolo sono stati coinvolti dalla didattica a distanza ricordano non solo le fatiche compiute. Ma anche i problemi causati nel tempo, a distanza di anni, dall’isolamento sociale dei nostri giovani. Non possiamo permetterci di compiere nuovamente gli stessi errori».
E ancora. «Non tocchiamo nuovamente la scuola; non tocchiamo nuovamente l’apprendimento e la formazione dei nostri ragazzi e dei nostri giovani», sottolinea la religiosa. Aggiungendo in calce: «Non dimentichiamo, infatti, che il problema non è la crisi energetica, il problema è la guerra: come ha detto papa Leone, non possiamo e non dobbiamo assuefarci alla violenza e alla guerra, al contrario dobbiamo agire per far ritornare l’ordine e il diritto nel mondo. Allora il nostro impegno deve essere su tutti i fronti: dal privato cittadino al mondo della politica e delle Istituzioni, ognuno deve essere consapevole che è portatore di una responsabilità, per sé e per gli altri». Concludendo emblematicamente: «L’indifferenza. La pervicace polemica. Lo spirito divisivo, non solo non risolvono i problemi. Ma divengono fattori corresponsabili della morte e della distruzione dei popoli»…
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