Ambizioni e tensioni
Conte al delirio di onnipotenza, tra lezioni a Trump e ambizioni imperiali su primarie e campo largo, lancia l’opa su se stesso
Conte contro tutti, dentro e fuori la terremotata casa movimentista. In Italia e al di là dell’oceano. In pieno delirio di onnipotenza dal dopo voto referendario, e esaltato e accreditato all’interno del campo largo più che da una sua affermazione vincente dalla crisi che attanaglia Elly Schlein, Giuseppi ha una parola per tutti: dalla non risposta a Casaleggio Jr che lo delegittima dalle colonne del Corriere della sera – «Io non commento le battute» – a Beppe Grillo che gli fa causa per il simbolo, Giuseppi non deflette. E anzi addirittura risponde lanciando Nova 2.0, un fumoso processo di “democrazia deliberativa” che puzza lontano un miglio di supercazzola digitale.
Conte contro tutti (esalta solo se stesso)
Sì, perché poco sembra importare all’ex premier che fuori dalla sua “bolla” il M5S sta vivendo uno smottamento senza precedenti: lui si erge a frontman del gruppo progressista e federatore indiscutibile del terremotato campo largo. E allora non chiamatelo più leader: chiamate (anche lui) l’Eletto (da se stesso). Perché a quanto pare nella galassia a 5 Stelle gli uomini al vertice del Movimento che fu, oggi partito, sembrano investiti da un’autorità divina “modello” antichi imperatori…
Il lancio di Nova 2.0 e appunti per il governo che verrà
Insomma, non è certo una sorpresa dell’ultim’ora: ma di fatto, dal dopo voto referendario Giuseppe Conte, sembra stia vivendo in un momento di evidente delirio di onnipotenza, convinto di essere il nuovo baricentro del mondo. Di sicuro il centro del mirino degli elettori a cui, con Nova 2.0, sembra chiedere una sorta di “istruzioni per l’uso” da fornire all’esecutivo che verrà. Un ambizioso progetto, presentato come un processo di democrazia deliberativa che metterà le basi per sedersi al tavolo della coalizione e stilare un programma di governo.
O meglio, per usare le sue stesse parole: «Un nuovo processo partecipato e concreto avviato nei giorni scorsi, che coinvolgerà cittadini, territori e società civile, ponendo al centro l’ascolto, ma anche la partecipazione… Intendiamo trasformare i contributi e le istanze dei cittadini in proposte programmatiche per l’azione di governo dei prossimi anni».
Dalla spallata di Casaleggio…
Intanto, tra un consiglio e un suggerimento, Conte affronta il suo quotidiano “uno contro tutti”. A partire da Casaleggio Jr, il figlio del fondatore che, come detto, lo ha ufficialmente sfrattato, accusandolo di aver trasformato il Movimento in un partito personale. E a cui il leader pentastellato replica dallo studio de L’aria che tira parlando di “partecipazione dal basso” e di “fine dell’era dei quiz”. Ignorando platealmente però, che senza il simbolo e senza la piattaforma originaria, il suo M5S rischia di rimanere un guscio vuoto in cerca d’autore.
Alla lezione di geopolitica (non richiesta) a Trump
Ma il delirio di Conte non si ferma ai confini nazionali. Il leader pentastellato sembra infatti sentirsi in dovere di dare finanche lezioni di geopolitica a Donald Trump, parlando di «fallimenti epici» del tycoon in Venezuela e Iran. Un’audacia che stride con la sua posizione domestica: un leader dimezzato che cerca di dare le carte nel “campo largo” approfittando della crisi della Schlein, proponendo primarie “non divisive” dopo averne boicottate altre in passato, dividendo la coalizione e incrinando l’asse delle intese.
Oggi però, con l’ultima giravolta, con il lancio di Nova 2.0, Conte cerca di accreditarsi come il saggio al servizio del “progetto progressista”. Ma la verità è che Giuseppi è, auto-promozioni a parte, l’immagine di un uomo solo al comando di un vascello corsaro che imbarca acqua…
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