Speculatori avvisati
Caro carburanti, Urso gela i “furbetti del barile”: aumenti ingiustificati. Prezzi giù subito o colpiremo alla fonte
Caro carburanti, il ministro Adolfo Urso ha convocato le principali aziende petrolifere chiedendo un adeguamento immediato dei prezzi dei carburanti. E in linea con la posizione ferma del governo, il titolare del Mimit stana e gela gli speculatori: «Non c’è nessuna giustificazione per l’aumento del prezzo del carburante nel settore aereo, soprattutto alla luce di quanto avvenuto stanotte. Qualunque forma di speculazione sarà colpita alla fonte».
Carburanti, il governo gela gli speculatori. Urso: i prezzi giù subito o colpiremo alla fonte
Lo dice chiaramente il titolare del dicastero del Mimit in conferenza stampa dopo la riunione con le imprese e il vicepresidente della Commissione europea, Stephane Sejourné: gli aumenti del settore aereo sono ingiustificati, e colpiremo la speculazione. Insomma, non c’è spazio per i “furbetti” del barile. Né per chi sperava di lucrare sulle tensioni internazionali tra Usa e Iran a discapito di famiglie e imprese italiane. Il messaggio che arriva dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è forte e chiaro: la ricreazione è finita.
Con la fermezza che contraddistingue l’esecutivo Meloni, il ministro Urso è sceso in campo per blindare il mercato dell’energia ed evitare che il costo del carburante diventi l’ennesima tassa occulta generata da speculatori senza scrupoli sulla pelle dei cittadini.
Tolleranza zero sulla speculazione
L’occasione dunque è stata la conferenza stampa seguita all’incontro con le imprese e il vicepresidente della Commissione Ue, Stephane Sejourné. Urso non ha usato giri di parole: stigmatizzando in un’asserzione di principio un monito che suona come una dichiarazione d’intenti precisi e determinati: chiunque proverà a gonfiare i listini approfittando dell’instabilità geopolitica sarà “colpito alla fonte”.
Il tavolo con i giganti del petrolio
Ma il governo non si limita agli ammonimenti verbali. La strategia è pragmatica e immediata. Per domani (giovedì 9 aprile ndr), Urso ha già precettato i vertici delle quattro grandi aziende fornitrici di carburante. L’obiettivo è unico: imporre un adeguamento istantaneo dei prezzi sulla rete di distribuzione. La logica è ferrea: se la distensione diplomatica (con la tregua e la riapertura di Hormuz) ha fatto crollare le quotazioni internazionali di petrolio e gas, questo beneficio deve trasferirsi subito alla pompa dei distributori e nei serbatoi degli aerei. Non sono ammessi ritardi “tecnici” che servono solo a rimpinguare i bilanci dei colossi energetici.
Tanto che il ministro Urso spiega e sottolinea: «Ho convocato per domani le quattro grandi aziende che forniscono carburanti perché ci sia consapevolezza che l’adeguamento prezzi sia immediato. Se, come tutti auspichiamo, l’intesa appena annunciata in merito a conflitto in atto ha provocato una riduzione significativa immediata del costo del petrolio e del gas a livello internazionale, questa deve avvenire anche sulla rete di distribuzione».
«Caro carburanti, Urso esorta all’operatività immediata: «Adeguare i prezzi sulla rete di distribuzione»
Tanto che il ministro Urso spiega e sottolinea: «Ho convocato per domani le quattro grandi aziende che forniscono carburanti perché ci sia consapevolezza che l’adeguamento prezzi sia immediato. Se, come tutti auspichiamo, l’intesa appena annunciata in merito a conflitto in atto ha provocato una riduzione significativa immediata del costo del petrolio e del gas a livello internazionale, questa deve avvenire anche sulla rete di distribuzione».
La difesa del Made in Italy
Dunque, mentre una certa sinistra resta a guardare o evoca catastrofi, il governo agisce per difendere il potere d’acquisto e la competitività del sistema Italia. La linea Urso è la linea del buon senso e del bene comune di cittadini e imprese. : i costi dell’energia devono seguire la realtà dei mercati, non i desiderata di chi specula sulla paura. Lo Stato c’è, vigila e, se necessario, colpisce alla fonte.
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