Opposizioni in fermento
Attesa per l’informativa di Meloni in Aula dopo il successo della visita nel Golfo. In scaletta agenda di governo e Medioriente
Poche ore dall’informativa della premier Giorgia Meloni in Parlamento (alle 9 alla Camera, alle 13 la replica al Senato) sull’agenda di governo e i dossier internazionali. Un appuntamento “preteso” dalle opposizioni all’indomani dell’esito referendario con l’intenzione di portare a casa lo scalpo del ‘nemico’, inebriate dal presunto avviso di sfratto al governo. Ma la premier, reduce dal successo della visita nei paesi del Golfo, prima leader occidentale, ha tutta l’intenzione di tenere la barra a dritta, evitando allarmismi. Difficilmente si farà processare dall’asfittico campo largo. Piuttosto nell’informativa (che non prevede un voto finale) ribadirà l’appello alla responsabilità da parte delle opposizioni in una stagione tra le più complesse del dopoguerra.
Attesa per l’informativa di Meloni in Parlamento: agenda di governo e conflitti
Tra i dossier all’ordine del giorno la crisi mediorientale, il nodo energia e sicurezza e le misure “contro il lavoro povero”. Da quanto filtra da Palazzo Chigi la presidente del Consiglio prenderà le mosse dal viaggio nel Golfo persico alla vigilia di Pasqua. Un’iniziativa strategica che le ha permesso di rassicurare Emirati, Arabia Saudita e Qatar sulla disponibilità dell’Italia a fare la propria parte. In una fase geopolitica difficile che rende fragile l’equilibrio delle forniture energetiche. La postura del governo, con buona pace delle sinistre, è chiara. Non farsi trovare impreparato se la tensione nella regione dovesse avere ricadute sul mercato del petrolio. “Un viaggio per proteggere l’interesse nazionale”, ha spiegato nei giorni scorsi Meloni. Che, insieme ai suoi interlocutori, ha sottolineato la necessità di garantire al più presto la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. Una missione che, neanche a dirlo, le opposizioni a corto di argomenti, Angelo Bonelli in testa, hanno definito il “viaggio della disperazione politica”, confermando l’antica vena anti-italiana.
Si partirà dal viaggio nel Golfo Persico per difendere gli interessi italiani
Nel suo intervento la premier accenderà i riflettori anche sul provvidenziale (ma anche fragile, vista la ‘vendetta’ israeliana sul Libano) cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Usa, accettato dal presidente Usa sulla base della mediazione del Pakistan. Una speranza di de-escalation foriera di una ripresa della diplomazia sulla quale punta l’Europa, come conferma la nota congiunta della premier con altri 9 leader internazionali. “L’obiettivo ora deve essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni”, è l’esortazione comune rivolte a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e più in generale nella crisi in Medio Oriente, Libano compreso.
La presa di distanza dalle minacce di Trump di annientare la civiltà iraniana
Nel passaggio sugli Stati Uniti, Meloni confermerà la linea di queste settimane sul conflitto con i necessari distinguo dalla Casa Bianca. Potrebbe ritornare su quanto sostenuto nella nota diffusa ieri da Palazzo Chigi. Con cui ha preso preventivamente le distanze dalle minacce arrivate da Washington sulla possibilità di “annientare l’intera civiltà” iraniana. Di sicuro l’informativa avrà una cornice politica molto ampia e il tema dell’unità nazionale potrebbe essere il cuore dell’intervento della premier. Un argomento non a caso anticipato con parole chiare dal ministro Guido Crosetto nel corso della sua informativa sulle basi americane. In scaletta anche l’agenda interna del governo con i primi provvedimenti economici con cui Palazzo Chigi punta ad arginare le ricadute della crisi energetica innescata dal conflitto.
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