Indaga la Procura di Firenze
Attacco hacker agli Uffizi, il Museo zittisce Renzi e il Pd: “Il sistema informatico ha retto”
Un’inchiesta per tentata estorsione e accesso abusivo ai sistemi informatici è stata aperta dalla Procura di Firenze nel febbraio scorso in seguito all’attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi di cui si è avuta notizia oggi con la pubblicazione di un articolo sul Corriere della Sera. Al momento l’indagine, affidata alla Polizia postale e all’Agenzia per la cybersicurezza, è a carico di ignoti.
Agli Uffizi “non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto. Il server fotografico non è stato rubato: il backup effettuato, infatti, è completo”. Inoltre “non sono state rubate password: nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all’esterno”. E “non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza”. È quanto evidenzia il museo che, con una nota, interviene dopo quanto scritto dal Corriere della Sera sulle conseguenze del cyber attacco messo a segno lo scorso febbraio.
Dopo il Louvre rafforzata la sicurezza delle Gallerie
Il museo si sofferma, quindi, sulle telecamere che “erano in fase di sostituzione da un anno. La situazione non era affatto come al Louvre. Le telecamere alle Gallerie c’erano, ma erano analogiche e ora sono digitali. Ne è stata eseguita la sostituzione dopo segnalazione della polizia nel 2024 ed essa, ovviamente, è stata accelerata per via dei fatti del Louvre, già prima e poi anche dopo l’attacco hacker”. La loro posizione, inoltre, è visibile “da chiunque si faccia un giro nei locali”. E questo vale per “tutti i musei e i luoghi pubblici del mondo”.
Per quanto riguarda il tesoro mediceo, invece, “esso è chiuso perché si è affidato il cantiere di rifacimento di tutto il museo la cui gara è stata lanciata a settembre”. Per questo “i pezzi andavano sgomberati in vista dell’inizio del lavori”. Su questo punto, rivela il museo, tra gli Uffizi e la Banca d’Italia le prime telefonate utili a spostare le opere nel caveau di Bankitalia “sono avvenute in autunno”.
Hacker agli Uffizi: “Non è stata persa nessuna informazione”
Gli Uffizi intervengono anche sulle porte murate al polo. Qui, si spiega, l’operazione in parte è legata “ai presidi richiesti dal piano anti incendio, di cui è stata depositata non a caso la scia ai Vigili del fuoco nella giornata dell’altro ieri”. In questo caso si è trattato di “un evento storico, dopo decenni di assenza di certificazione antincendio, che ha visto un grande lavoro da parte del personale degli Uffizi”.
Ammutoliti Renzi e la sinistra fiorentina
Altre porte, invece, “sono state effettivamente aggiunte per evitare la permeabilità eccessiva degli spazi di edifici storici risalenti al 1500, viste le mutate funzioni e il mutato contesto internazionale”. Infine “non sono stati infiltrati i telefoni dei dipendenti” e “i giorni di paralisi sono legati al tempo di ripristino del backup che è stato completato. Non è stata persa nessuna informazione”, conclude la nota.
Una smentita per chi, come il leader di Italia Viva, Matteo Renzi e qualche esponente toscano del Pd aveva colto l’occasione per contestare il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Attacchi degni di miglior causa, come da smentita categorica degli Uffizi.
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