Il libro
“Accelerazionismo eretico” di Francesco Boco: l’intelligenza artificiale può collaborare con l’uomo senza sabotarlo
Chi ha detto che l’intelligenza artificiale e l’uomo non possono andare d’accordo, sicuramente non ha letto Accelerazionismo eretico di Francesco Boco. Si tratta di un libro edito da Passaggio al bosco, che nasce con lo scopo di indagare quale rapporto intercorre tra il genere umano e le cosiddette “macchine”. Non si tratta di una questione prettamente scientifica, ma anche filosofica: un’individuo, per interagire con le nuove tecnologie, deve essere in possesso di una conoscenza sopraffina di ciò che ha davanti. Ma per diventare sapiente e stare al passo con i tempi ha bisogno di padroneggiare tre caratteristiche principali, tra cui l’accelerazione, la tecnica e l’essere.
Non bisogna dimenticare che, come scrive Francesco Boco, «l’informatica è un’estensione del cervello umano» e dunque le realtà sono interconnesse. I computer, invece, «sono degli enormi elaboratori di dati e internet è un immenso dedalo che raccoglie tutto ciò che la mente umana può pensare o immaginare». Per qualcuno, definizioni simili sembrerebbero scontate, ma dietro c’è un ragionamento complesso che si lega alla visione del mondo umana della tecnologia e della scienza.
“Accelerazionismo eretico” di Francesco Boco: le novità digitali possono convivere con gli umani
Il termine “Accelerazionismo”, spesso associata a una rapida espansione del capitalismo e alla sua fine, viene inizialmente associato all’area della sinistra. Ma non c’è un vero e proprio significato polarizzante della parola, dal momento che in questo libro emerge tutto un altro modo di intendere il fenomeno, che indica un’immediata escalation verso il futuro. Non mancano riferimenti a filosofi del calibro di Martin Heidegger, ma anche a personaggi più recenti come Nick Land, scrittore britannico diventato famoso e famigerato per aver scritto il controverso volume Illuminismo oscuro. Comunque sia, come fa notare anche il giornalista de La Verità Adriano Scianca nella prefazione del libro di Boco, avremo bisogno della finezza «per saper trovare, tra le macchine, i nostri alleati futuri».
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