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“Viva l’Unità d’Italia”, ma il professore minaccia i giovani di destra che manifestano: la denuncia di Azione Studentesca

È accaduto a Roma

“Viva l’Unità d’Italia”, ma il professore minaccia i giovani di destra che manifestano: la denuncia di Azione Studentesca

Politica - di Gabriele Caramelli - 27 Marzo 2026 alle 13:32

I giovani di destra continuano a rimanere nel mirino dei professori, che quanto pare non gradiscono neppure le iniziative culturali e patriottiche, scollegate dalla politica. L’ultimo episodio sgradevole è avvenuto a Roma ed è stato denunciato del presidente nazione di Azione Studentesca Riccardo Ponzio, assieme a quello capitolino Andrea Catalini: «Nella mattina del 17 marzo, fuori dal liceo Vittoria Colonna, è stato aperto uno striscione in onore dell’Unità di Italia firmato Azione Studentesca. Un professore ha iniziato a contestare l’iniziativa appena è stato aperto lo striscone, con folli accuse di “matrice fascista” e intimidazioni, come ripercussioni sul percorso scolastico degli studenti coinvolti, tutti iscritti del Liceo Vittoria Colonna».

Più che un tentativo di riprendere i ragazzi, che stavano semplicemente manifestando il proprio amore per l’Italia, sembra un tentativo di repressione e censura, che non ha niente a che vedere con il clima di confronto democratico. Insomma, siamo davanti alle solite dimostrazioni di intolleranza.

Azione studentesca denuncia le minacce di un professore ai giovani di destra

Ma la vicenda non è finita con un semplice ammonimento e l’intimidazione del docente, visto che c’è anche chi ci ha rimesso, come emerge dal comunicato del movimento giovanile: «lo studente che ha organizzato il tutto si è visto recapitare una nota disciplinare, poiché nelle foto pubblicate sulla pagina di Azione Studentesca Roma compare la targa dell’istituto. Inoltre, già è stata preannunciata una sospensione per il ragazzo, che sarà oggetto di un consiglio disciplinare ad hoc, un vero e proprio tribunale ideologico».

Più che severità, sembra una persecuzione architettata dal corpo docente ed è per questo che i ragazzi di As non hanno alcuna intenzione di arrendersi: «Questo è vergognoso, chiediamo che i responsabili di queste intimidazioni si scusino pubblicamente. È insostenibile che nella scuola del 2026, che dovrebbe riconoscere la libertà di parola e pensiero si cerca di punire chi ricorda la data di nascita della nostra Nazione. I nostalgici del ’68 e dell’unione sovietica se ne facciano una ragione: gli studenti vogliono essere liberi di confrontarsi e commemorare l’unità d’Italia». La storia non si cancella, così come l’amore per la propria terra.

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di Gabriele Caramelli - 27 Marzo 2026