L'intervista
“Vi racconto l’odissea dei danneggiati da vaccino anti-Covid”. Parla il legale che li difende
“Ottenere un risarcimento è una corsa a ostacoli finalizzata a disincentivare dal denunciare i danni che si sono subiti”. Lo ritiene l’avvocato Mauro Sandri, legale del Condav Odv (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino – Associazione di Volontariato), associazione che questa settimana è stata sentita in commissione Covid, i cui lavori hanno iniziato da un paio di settimane a focalizzarsi anche sulla campagna vaccinale anti-Covid.
Quali sono le difficoltà principali che incontrano i danneggiati dal Covid?
In primo luogo, non è stata fatta la cosiddetta sorveglianza attiva. Un danneggiato, dunque, doveva e deve entrare in un programma telematico, produrre dei documenti che sono complessi da allegare, poi deve munirsi di un parere medico a supporto di quello che afferma. Dopodiché l’Asl a cui arriva tutto il materiale deve a sua volta smistarlo ad una commissione di medici militari e questi ultimi esprimono un parere. Dopodiché, se il parere è negativo, bisogna fare ricorso al Ministero della Salute. Dopo aver fatto ricorso al Ministero della Salute, se il Ministero della Salute non risponde, come prassi, bisogna fare un ricorso in sede giudiziaria e, quindi, anticipare gli altri soldi. I pochi che arrivano alla denuncia sono spesso penalizzati dalle tempistiche lunghissime e chiaramente fanno venire meno anche la voglia di muoversi. È una vergogna. È un sistema che va totalmente riformato.
A decidere sono le commissioni medico-militari…
Esattamente, sono commissioni medico-militari che non hanno delle competenze così precise in materia virologica tale da poter esprimere un giudizio professionalmente ottimale. Il problema, inoltre, è che erano vaccinati di cui non si conoscono ancora esattamente le componenti, per cui non si capisce come si possa bocciare una richiesta risarcitoria soltanto perché non ci sarebbe il nesso causale. Ma come si fa a conoscere il nesso causale quando non si conoscono nemmeno le problematiche delle composizioni di questi pseudovaccini? Sembra una situazione un po’ surreale.
Dal mondo del centro-sinistra, voi siete stati ascoltati, derisi o ignorati?
Ma guardi, era il mondo che ha supportato quella follia antigiuridica, quindi non ci ha ascoltato minimamente e continua a non ascoltare e a nascondere una situazione che è gravissima, negando totalmente l’evidenza.
Che differenza c’è tra vaccini anti-Sars, su cui ci fu il voto del Parlamento, e quelli anti-Covid scelti dal Ministero?
Un farmaco, anti-SARS, impedisce il contagio, mentre un farmaco anti-Covid cura solo i sintomi, cioè è come se lei prendesse il VivinC per il raffreddore. Dopodiché, 5 ore, 10 ore o una settimana devo riprenderlo nuovamente tanto è vero che abbiamo dovuto fare 3-4-5 dosi di vaccino. Il governo di allora ha giocato su questa sottigliezza perché tutti credevano che non vi fosse alcuna differenza tra i due farmaci. Hanno sommato le nozioni di SARS e di Covid, facendole far diventare un’unica cosa, ma il SARS è il virus, mentre Covid è la malattia.
Quali problemi ha causato l’obbligo vaccinale a chi era già danneggiato?
Se si spara troppi anticorpi in un corpo esterni rispetto agli anticorpi che una persona si verificano vari problemi. Il nostro sistema immunitario naturale è già in grado di poter contrastare quasi tutte le malattie. I vaccini servirebbero a evitare questo tipo di problematica, ma se uno ha già subito una vaccinazione che lo ha immunizzato, rischia di avere un surplus di anticorpi, il cosiddetto effetto ADE (acronimo dall’inglese antibody-dependent enhacement), ossia il potenziamento anticorpo-dipendente. Tutto questo ha l’effetto di danneggiare gli anticorpi naturali per cui lei è costretto costantemente a farsi delle altre vaccinazioni perché il suo sistema naturale immunizzante non è più in grado di poter gestire neanche un mal di testa.