La risposta del ministro
Valditara smonta le bugie della sinistra sulla carta dei docenti: “Nessun taglio, spesi 1,3 miliardi in quattro anni”
Il titolare della pubblica istruzione ricorda che ai tempi di Renzi erano esclusi i precari e conferma gli investimenti del governo
“Qualsiasi polemica su una diminuzione delle risorse destinate alle finalità della carta appare strumentale e riflette una concezione impropria della misura da parte di chi a suo tempo la decise“. Lo afferma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che, in merito alla carta docente, rivendica l’ampliamento della platea ai precari e l’incremento delle risorse per la formazione. Smontando le fake news diffuse dalla sinistra.
“Renzi aveva escluso tutti i precari”
“Quando il governo Renzi adottò la carta del docente- spiega Valditara – erano stati immotivatamente esclusi tutti i docenti precari. Non venivano nemmeno considerate le esigenze di formazione del personale Ata. A partire dal 2021 alcune sentenze hanno giustamente riconosciuto anche ai docenti precari il diritto a beneficiare della carta. Nessun governo ha tuttavia mai esteso questa provvidenza ai titolari di contratti di supplenza. Questo governo ha ora esteso la card docente a 253.000 insegnanti precari finora esclusi”.
“Per quali finalità il governo Renzi aveva istituito la carta? Esclusivamente per la formazione dei docenti. La carta dunque non è stata concepita come misura di sostegno al reddito, tanto è vero che chi l’ha impropriamente utilizzata per comprare tv o lavatrici è oggi oggetto di indagini giudiziarie – sottolinea poi il ministro.
“Abbiamo speso tante risorse”
“Negli ultimi 4 anni sono stati spesi 1,323 miliardi di euro per la carta del docente. Di questi il 60,5% per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer, in particolare), il 28% per l’acquisto di libri, il 6% per la frequenza a corsi di formazione. Da quest’anno, per la prima volta, alla solita cifra di 400 milioni da destinare a ciascun docente nella misura di 383 euro a testa per le consuete finalità, abbiamo aggiunto 281 milioni di euro di fondi europei che attribuiamo direttamente alle scuole per potenziare le finalità formative proprie della carta. Con queste ulteriori risorse tutti i docenti potranno farsi pagare dalla scuola corsi di formazione da loro scelti, così come potranno farsi acquistare hardware, software e libri che saranno loro concessi in comodato gratuito. Dunque le finalità della carta vengono potenziate con ulteriori risorse e generalizzate anche ai precari. Con queste ulteriori risorse stanziate, per la prima volta e sempre e solo per esigenze di servizio, anche il personale Ata potrà avere in comodato hardware e software. Con nuove risorse, che si andranno ad aggiungere ai nuovi 281 milioni di euro, anche il personale Ata potrà poi beneficiare di percorsi di formazione“.
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