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“Ucciderò la prof di francese, tanto non posso essere processato”: il manifesto del 13enne di Bergamo. Il video dell’aggressione

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“Ucciderò la prof di francese, tanto non posso essere processato”: il manifesto del 13enne di Bergamo. Il video dell’aggressione

Il 13enne di Trescore Balneario ha pianificato l'aggressione, ha scritto anche un manifesto in cui spiega i motivi della "vendetta"

Cronaca - di Carlo Marini - 26 Marzo 2026 alle 11:48

A 24 ore dall’aggressione di Chiara Mocchi, l’insegnante di francese accoltellata a scuola da uno studente di 13 anni, i ragazzi dell’istituto ‘Leonardo da Vinci’ di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, stamani alle 8 sono tornati sui banchi. L’aggressione è avvenuta nel corridoio del primo piano della scuola media. Lo studente ha ripreso la sua aggressione con uno smartphone e ha diffuso il video in diretta social. Il filmato tuttora sarebbe è in Rete.

Il video dura un minuto e 53 secondi il video ed è stato trasmesso ieri mattina alle 7.41 su Telegram dallo studente. Il filmato, che l’ANSA ha avuto modo di visionare e che è agli atti dell’inchiesta, ieri mattina ha mostrato in diretta tutte le fasi dell’aggressione alla docente che ha tentato di difendersi e che poi, caduta a terra ferita, è stata nuovamente colpita dallo studente. L’insegnante è stata ferita all’addome e al collo ed è stata trasportata in elicottero in ospedale a Bergamo dove è stata operata

Il giovane è stato bloccato da un altro docente e da due collaboratori scolastici in attesa dell’arrivo dei carabinieri. Stamani le lezioni sono riprese regolarmente così come non erano state sospese ieri dopo quanto avvenuto, per scelta della scuola. Anche oggi gli psicologi saranno all’istituto di via Damiano Chiesa per fornire supporto ai ragazzi.

Il manifesto del 13enne: ucciderò la prof di francese

In queste ore la Presse ha anticipato il contenuto da un testo scritto dal giovane prima di colpire.  “Sono giunto alla conclusione – si legge nel manifesto del 13enne – che non posso più vivere una vita così.Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima”.

“Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino non ho reagito, gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l’audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla, è rimasta impunita per una cosa così grave”, ha scritto il giorno prima dell’aggressione.

Nel manifesto del 13enne l’odio contro la professoressa di francese

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD”, si legge ancora nel manifesto. “Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di difficoltà solo perché non le piaccio”, scrive il giovane.

“Avendo solo 13 anni, sono completamente impotente in questa situazione e non posso fare molto per cambiare il percorso che è stato scelto per me. La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me. La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. È così impotente nella sua vita che decide che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie sia un ottimo modo per rilassarsi”, si legge ancora nel manifesto diffuso dall’agenzia La Presse. 

L’aggressione sui social: Usigrai chiede di non mandare in onda il video

“Il grave fatto di cronaca che ha visto un minorenne accoltellare un’insegnante, non faccia perdere di vista le regole della deontologia della professione giornalistica. Per quanto terribili i fatti accaduti, restano le regole della tutela dei minori e della rappresentazione dei fatti senza sensazionalismi o rincorse all’audience in televisione o sui social. I doveri delle giornaliste e dei giornalisti di fronte alla cronaca restano sempre quelli previsti dal codice deontologico. Per la Rai questi paletti devono ritenersi ancora piu’ fermi per il fatto che si tratta del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, regolato dal contratto di servizio e dalla concessione decennale dallo Stato. Facciamo appello a colleghe e colleghi, alle direzioni di testate e generi, perche’ si rispetti il codice deontologico e non si pubblichi su canali e piattaforme Rai il video postato sui social dal minore protagonista di questa vicenda”. Cosi’ in una nota l’Esecutivo Usigrai.

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di Carlo Marini - 26 Marzo 2026