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Iran, Trump lancia da “Truth” l’assalto finale con parole di fuoco

Iran

Trump, parole di fuoco: “I criminali iraniani hanno ucciso per anni, ora per me è un onore ucciderli”

Esteri - di Lorenza Mariani - 13 Marzo 2026 alle 08:47

«Guardate cosa succederà oggi a questi folli criminali»: la comunicazione si fa sempre più veemente e Donald Trump, con un post sul social Truth, invia parole di fuoco direttamente all’Iran – senza mancare di togliersi un sassolino dalla scarpa con la stampa americana – mentre la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele si avvia a tagliare il traguardo delle due settimane. «Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran dal punto di vista militare, economico e ad ogni altro livello. Eppure, se leggeste il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo», dice il presidente americano contestando le analisi del quotidiano della “grande mela”…

Iran, Trump incendia la comunicazione di guerra: «Guardate cosa succede oggi»

«La Marina iraniana è stata annientata, la loro Aeronautica non esiste più. Missili, droni e tutto il resto vengono decimati e i loro leader sono stati spazzati via dalla faccia della Terra», prosegue il presidente Usa, snocciolando i risultati ottenuti nell’operazione Epic Fury. «Abbiamo una potenza di fuoco senza pari. Munizioni illimitate. E tutto il tempo necessario: guardate cosa succederà oggi a questi folli criminali. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni, e ora io, come 47esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, li sto uccidendo. Che grande onore poterlo fare!», conclude.

Il punto sugli attacchi di Trump su “Truth” che bombarda anche il dialogo

Di fronte alla furia dell’operazione Epic Fury, il regime di Teheran non sembra più una teocrazia: ma un castello di carte che brucia sotto i colpi di una potenza di fuoco senza precedenti. Le ultime due settimane hanno segnato un punto di non ritorno: la Marina iraniana è un ricordo in fondo al mare, l’Aeronautica è stata cancellata dai radar e i vertici dei Pasdaran sono stati letteralmente «spazzati via dalla faccia della Terra». Donald Trump, con il linguaggio diretto e senza fronzoli che lo ha riportato alla Casa Bianca come 47° Presidente, ha rotto gli indugi su Truth.

È la fine della dottrina dell’appeasement: Washington non cerca più il dialogo con chi finanzia il terrore globale, ma la distruzione totale del potenziale bellico ed economico di una dittatura che ha soffocato il proprio popolo e destabilizzato il mondo. Così, mentre il petrolio vola sopra i 100 dollari e lo Stretto di Hormuz diventa l’ultimo terreno di scontro psicologico, Trump lancia una sfida di coraggio alle petroliere: «Attraversate lo Stretto, non c’è nulla da temere. Gli iraniani non hanno più navi». Una prova di forza che mira a smascherare il bluff di una resistenza che appare sempre più in bilico..

Il mistero di Mojtaba: “l’uomo senza volto” evoca il caos

E in questo scenario apocalittico per i mullah, emerge la figura spettrale di Mojtaba Khamenei. Il figlio del defunto Ayatollah Ali (ucciso nei raid del 28 febbraio ndr) è la nuova Guida Suprema: ma è un leader senza volto. Ferito, dato come in coma, forse morente in un letto di terapia intensiva, si affida a messaggi letti da giornalisti di Stato. Promette vendetta. Evoca martiri. Minaccia le monarchie del Golfo. Ma la sua assenza parla più forte delle sue parole che riecheggiano da un indefinito dietro le quinte. Ma il conflitto estende tragicamente il suo raggio d’azione: e la guerra comincia a presentare anche il suo drammatico conto all’Europa.

L’ira di Macron

L’uccisione del sergente maggiore francese Arnaud Frion ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, ha scatenato l’ira di Emmanuel Macron. Il Presidente francese è stato categorico: «La guerra in Iran non può giustificare attacchi del genere». È il segno che il conflitto sta tracimando oltre i confini persiani, colpendo chi è impegnato nella sicurezza regionale.

Un nuovo ordine mediorientale

L’obiettivo di questa “tempesta perfetta” allora non è più solo militare. Trump e Netanyahu puntano al bersaglio grosso: il cambiamento di regime. I video che giungono dall’Iran mostrano una popolazione che, lungi dal compattarsi attorno al “fantasma” di Mojtaba, accoglie i raid contro i centri di potere dei Pasdaran come un segnale di liberazione. E su questo fanno leva i messaggi dell’inquilino della Casa Bianca: e i vertici del regime – «i folli criminali» – per quanto «avvertiti» rispondono al fuoco e replicano fino all’ultimo colpo.

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di Lorenza Mariani - 13 Marzo 2026