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Fratelli Alexander

Terremoto a Manhattan

Traffico sessuale di minorenni: dopo il caso Epstein, scoppia lo scandalo dei fratelli Alexander

Sui tre fratelli Alexander pendono dieci capi d'accusa: la sentenza è attesa per il 6 agosto

Esteri - di Alice Carrazza - 10 Marzo 2026 alle 10:47

La giuria federale di New York ha impiegato poche ore per arrivare alla decisione: colpevoli su tutta la linea. Tal Alexander, 39 anni, Oren Alexander, 38, e il fratello Alon, 38, sono stati riconosciuti responsabili di traffico sessuale e di una serie di reati legati allo sfruttamento di donne attirate nel loro giro di feste private e residenze di lusso tra Manhattan e Miami. Dieci i capi d’accusa. Tra questi anche lo sfruttamento sessuale di una minorenne. La sentenza è attesa per il 6 agosto. I tre fratelli rischiano l’ergastolo.

Dopo Epstein, un altro caso scuote New York

Il caso arriva mentre negli Stati Uniti continua a far discutere la pubblicazione degli Epstein Files, i documenti legati alla rete oscura costruita per anni dal finanziere Jeffrey Epstein. Due vicende diverse, ma con un copione che molti osservatori definiscono ormai ricorrente: soldi, sesso e donne giovanissime.

Secondo i procuratori federali, gli Alexander avevano costruito negli anni un meccanismo preciso. Inviti a party d’élite, voli pagati, regali costosi, soggiorni in appartamenti e ville extra luxury. Era il modo per avvicinare le ragazze e portarle in contesti isolati. Una volta lì, sostengono i magistrati, iniziavano le violenze, iniziava l’incubo. Durante il processo undici donne hanno testimoniato davanti alla giuria. Alcune hanno raccontato episodi avvenuti quando erano minorenni.

Ma c’è di peggio. Secondo l’accusa, gli imputati inserivano sostanze stupefacenti nei drink delle vittime. Poi le aggredivano. I procuratori hanno spiegato che i fratelli «immobilizzavano fisicamente le vittime durante gli stupri e le aggressioni sessuali, ignorando le urla e le esplicite richieste di fermarsi».

La prova video

In aula è stato mostrato anche un video registrato nel 2009. Per l’accusa, il filmato riprende Oren mentre violenta una diciassettenne drogata nel suo appartamento di Manhattan. Guardare quel filmato è stato uno dei passaggi più pesanti del processo.

Nelle arringhe finali il procuratore federale aggiunto Andrew Jones ha detto che i fratelli hanno agito senza esitazioni né rimorso. I crimini, ha sostenuto, sono stati commessi con «freddezza» e con «un perverso senso di orgoglio».

La linea della difesa

Gli avvocati degli imputati difendono la tesi opposta: relazioni consensuali e uno stile di vita da uomini ricchi e molto attivi nella vita mondana. «Non le drogano, non le violentano, ma certamente le corteggiano con insistenza», ha dichiarato Marc Agnifilo, avvocato di uno dei gemelli.

Agnifilo non è estraneo al ricco giro newyorkese, prima di loro si era occupato del caso del rapper Sean “Diddy” Combs nel processo per traffico sessuale dello scorso anno. Dopo la decisione della giuria ha commentato: «Non è il verdetto che speravamo, ma continueremo a combattere».

Nuove accuse e procedimenti civili

Durante il processo è emersa anche un’altra vicenda, oggetto di una causa civile separata. La star dei reality e agente immobiliare Tracy Tutor ha accusato Oren Alexander di averla drogata e aggredita sessualmente sempre nella Grande Mela appena due anni fa, nel 2024. Eppure, dal battaglione di difesa della famiglia Alexander si ripete: «Una denuncia manifestamente falsa, intentata per ottenere il massimo impatto mediatico».

Dal mercato delle celebrità al tribunale

Prima dello scandalo, Tal e Oren Alexander erano figure molto note nel mercato immobiliare di fascia alta. Avevano lavorato per Douglas Elliman occupandosi della vendita di proprietà legate a celebrità come Liam Gallagher, Lindsay Lohan, Kim Kardashian e Kanye West. Nel 2022 avevano fondato una propria società immobiliare con sede a New York.

Il procuratore federale Jay Clayton ha definito la decisione della giuria «un passo importante nella lotta contro il traffico sessuale». «La giuria ha riconosciuto la condotta degli Alexander per quello che era: un abuso sessuale brutale e calcolato che, incredibilmente, gli imputati arrivavano perfino a celebrare».

Il verdetto non chiude il caso. Nuove denunce continuano a emergere mentre la giustizia Usa si prepara a decidere la pena. Intanto, negli Stati Uniti torna a riaprirsi la stessa domanda sollevata dopo gli Epstein Files: quanto a lungo denaro, potere e relazioni possono nascondere sistemi di abuso che restano invisibili per anni.

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di Alice Carrazza - 10 Marzo 2026