Informati e lontani dalle fake
Tra gli italiani all’estero è per sempre Sì. Se fosse stato per loro la riforma sarebbe stata approvata: i dati
Andrea Di Giuseppe: "È la prova che si è entrati nel merito senza trasformare questo referendum in una battaglia ideologica. Abbiamo parlato di contenuti, di equilibrio, di funzionalità delle istituzioni, non di slogan"
Un risultato che ha del clamoroso. Il voto degli italiani all’estero sul referendum sulla riforma della giustizia è risultato in controtendenza rispetto al voto in Italia. A spoglio concluso (2.207 sezioni su 2.207), si legge sul sito Eligendo, i Sì sono stati il 56,34% delle preferenze contro il 43,66% di No. In termini assoluti, sono stati 803.632 gli elettori che hanno votato a favore della riforma della giustizia, mentre i contrari sono stati 622.652. Nel dettaglio, solo in Europa sono stati i No a vincere con il 56,24% delle preferenze. Mentre i Si hanno vinto in America del Sud con il 72,86%, in America del Nord e centrale con il 57,64%, e nella macro area Africa-Asia-Oceania con il 53,02%. I votanti complessivamente sono stati 1.563.377: schede nulle 120.584, schede bianche 16.075, schede contestate 4.
Vince il Sì alla riforma tra gli italiani all’estero
Un risultato che è la prova che quando si è potuto giudicare sul merito della riforma, il risultato è stato inequivocabilmente Sì: la riforma avrebbe potuto migliorare il sistema della giustizia. Perché fuori dall’Italia, fuori dalle sirene delle fake news e dal mainstream narrato ad arte in salsa antigovernativa e al di fuori del merito dei quesiti, gli italiani che risiedono all’estero hanno potuto valutare la sostanza del voto a cui sono stati chiamati. In sintesi, i nostri connazionali all’estero hanno potuto ragionare sui contenuti, lontani da letture ideologiche o a narrazioni distorte. L’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, Responsabile del Dipartimento italiani all’estero aggiunge: “Segno che, lontano da pressioni e strumentalizzazioni, si è votato in modo più consapevole e oggettivo. Se fosse dipeso dal voto degli italiani all’estero, questa riforma sarebbe stata approvata. È un segnale chiaro che rafforza il valore di una comunità attenta, informata e profondamente legata al futuro del Paese”.
Gli italiani all’estero hanno votato Sì: lontani dal clima ideologico
Il voto degli italiani in Nord e Centro America rappresenta una svolta che va ben oltre il dato elettorale. Con il 57,6% dei Sì, i nostri concittadini hanno fatto sentire una voce forte, chiara e, soprattutto, libera”. Lo dichiara Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Estero. “Il risultato del Sì nella circoscrizione America centrale e settentrionale non è soltanto una vittoria politica”, prosegue il deputato. “È la prova che si è entrati nel merito senza trasformare questo referendum in una battaglia ideologica. Abbiamo parlato di contenuti, di equilibrio, di funzionalità delle istituzioni, non di slogan”.
Lontani dalla propaganda e attenti al merito
Chi vive fuori dall’Italia respira un’altra aria e “sa distinguere più facilmente tra propaganda e realtà. Sa riconoscere ciò che funziona perché spesso lo vede già funzionare nei Paesi in cui vive”. L’esponente di FdI rivendica che “gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B; non sono una periferia della Repubblica, non sono un corpo elettorale da ascoltare solo quando conviene. Sono cittadini consapevoli, partecipi, liberi. E quando vengono rispettati, rispondono con serietà e coraggio”.