Strade chiuse ai fedeli
Tappeti rossi al Ramadan, stop verde alla Pasqua: Gualtieri blocca i fedeli e blinda la città nella domenica (ecologica) delle palme
Dopo la maratona che ha costretto i romani a un percorso a ostacoli per recarsi ai seggi a votare per il referendum, ora – nel profluvio di ossequi al Ramadan e ai diktat islamici con tanto di concessioni e facilitazioni a studenti e fedeli coranici nelle festività di rito – a Roma il Campidoglio capitanato da Gualtieri s’inchina alla domenica ecologica che, guarda caso, con sommo spregio della Pasqua, renderà tortuoso per i cittadini andare a messa per la domenica dlele Palme e ossequiare il nostro credo. Coincidenza? fatalità? O ulteriore sfregio alla nostra tradizione culturale e ritualità religiosa?
Gualtieri bis, dopo la maratona sul Referendum, la domenica green sulla ricorrenza delle palme pasquali
Sì, perché stando alle ultime deliberazioni del Campidoglio, nella Roma della gestione Gualtieri sembra proprio che democrazia elettorale e fede cristiana – almeno nelle ultime due settimane di fila – siano diventati un ostacolo urbanistico (o un viatico allo sfregio religioso e al sacrosanto diritto di voto senza gincane e strapazzi?). Stando al calendario degli ossequi capitolini al politicamente corretto e ai diktat green, ci pare che non sia bastata la sconsiderata maratona di domenica scorsa, che ha trasformato il richiamo alle urne per il referendum in un percorso a ostacoli per migliaia di anziani e cittadini fragili.
Inchino all’ideologia ecologista e schiaffo alla tradizione religiosa
Stavolta infatti – e parliamo della domenica 29 marzo alle porte – l’amministrazione dem e rigorosamente green ha deciso di superarsi: e in occasione della ricorrenza con la “Domenica delle Palme”, ecco servito il blocco totale della circolazione con l’ennesima giornata di riposo “ecologica”… Un provvedimento capitolino che non possiamo che leggere in controluce in questa ottica: il Campidoglio, ormai specializzato in “mobilità sostenibile” a senso unico, sceglie una delle ricorrenze più sentite della cristianità per sbarrare la strada ai fedeli.
La domenica delle palme non val bene una messa? Il solito doppiopesismo della sinistra
Così, mentre a sinistra si fa a gara per concedere facilitazioni didattiche, ponti scolastici, ossequi istituzionali e spazi concessi in occasione del Ramadan e delle festività coraniche, per la Pasqua il trattamento sembra virare all’opposto: nella direzione dei divieti, delle transenne che sbarrano il passo e invertono il senso di marcia e tutto sugellato nella famigerata “fascia Verde”, destinata anche a “promuovere la mobilità sostenibile e sensibilizzare i cittadini” in tutte le direzione, tranne in quella dell’ossequio alle nostre tradizioni e ai nostri rituali. E la Chiesa cosa dice?
Il calendario capitolino, il silenzio dei pastori, il gregge dei fedeli
E poco importa forse a sindaco e proseliti del rito ecologista che il tutto coincida con la data di una delle più importanti ricorrenze della Cristianità, rendendo complicato il tragitto verso le chiese. È la solita doppia morale di una sinistra tanto sensibile ai riti degli altri. Quanto allergica alle radici proprie. Ma rendere tortuoso, se non impossibile, il tragitto verso le parrocchie per la benedizione dei rami d’ulivo, non può considerarsi una “fatalità” cronologica o burocratica: perché sembra tanto la dimostrazione di una noncuranza culturale verso la ritualità religiosa che ha fondato l’identità della città eterna.
Alla fine della fiera, quindi, chi difenderà le istanze del gregge di fedeli che vorrebbe pascolare all’ombra del Cupolone e nutrirsi di fede, speranza e ossequio praticante senza dover chiedere il permesso all’assessore di turno? La domanda resta, al momento, inevasa. Ai posteri del prosaico lunedì l’ardua sentenza…