Iran e Golfo Persico
Tajani e Crosetto al Senato: “Usa e Israele hanno deciso in autonomia. Il rischio nucleare è una minaccia imminente”
“Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato sull’operazione militare in Iran e la situazione nel Golfo Persico. “Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi come tedeschi e polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata”. Parole che mettono a tacere le polemiche pretestuose delle opposizioni sulla presunta irrilevanza italiana nello scacchiere internazionale.
Tajani: Usa e Israele hanno deciso in piena autonomia
“Sono ore difficili, cariche di tensioni“, aggiunge il capo della nostra diplomazia. ” Nelle prime ore di sabato Usa e Israele hanno lanciato un attacco combinato sull’Iran che prosegue. Il regime ha intrapreso una serie di ingiustificabili rappresaglie nei Paesi del Golfo. Gli attacchi stanno provocando una paralisi aerea nella regione e lo Stretto di Hormuz è stato chiuso. Ho voluto esprimere la mia solidarietà a tutti i Paesi nella regione”.
Fino all’ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato
Tajani ha sottolineato l’irrigidimento di Teheran rispetto a qualsiasi iniziativa diplomatica e il reale pericolo rappresentato dal rischio nucleare missilistico rappresentato dal regime degli ayatollah, definito un allarme esistenziale. “Fino all’ultimo minuto abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato, ma l’Iran ha rigettato ogni tipo di soluzione”. Nessun dubbio sull’obiettivo dell’azione di Washington e Tel Aviv. “L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali. E speriamo aprire la strada da un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita. Uno scenario in cui molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese, possono trovare una soluzione equilibrata e pacifica”.
L’obiettivo è l’eliminazione del rischio nucleare missilistico
L’obiettivo dell’azione in corso – ha ribadito Tajani – “è l’eliminazione del rischio nucleare missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione. Ma anche dell’Europa, come sottolineato dalla dichiarazione europea di ieri sera”. I danni alla base britannica di Cipro – ha aggiunto – “sono lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe a riparo da un Iran dotato di missili oltre che dall’arma atomica”. La linea italiana – ha sottolineato il titolare della Farnesina – è quella dell’Unione europea, “non siamo affatto isolati”.
Con gli attacchi contro i paesi del Golfo l’Iran si sta isolando
Un passaggio significativo dell’audizione è dedicato alla rappresaglia iraniana. Con gli attacchi che sta conducendo contro i Paesi del Golfo, il regime di Teheran ”si sta isolando” e il rischio è quello di ”allargare il conflitto”, prospettiva che ”occorre scongiurare”. Tajani ha riferito che l’Italia ha ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo. “Che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell’area”. Argomento affrontato poi nel dettaglio dal ministro Crosetto. Che ha chiarito: “La richiesta di aiuto dei Paesi del Golfo non è un intervento militare. Ma la cessione di sistemi di difesa e mi trova completamente d’accordo”.
I nostri italiani nella regione sono la nostra priorità
“I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta”, ha detto Tajani lanciando un nuovo appello a tutte le forze politiche. “Deve prevalere l’unità, la responsabilità e l’equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini”. Poi la fotografia della presenza italiani nella regione. “Al momento sono presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti”.
Crosetto: mitigati i rischi per il nostro personale nell’area
Anche Crosetto ha sottolineato l’allarme nucleare. “Le operazioni di Usa e Israele sono state pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana. In particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente”. Poi si è soffermato sui rischi per il nostro personale impegnato nell’area di guerra. “Sono stati mitigati già da settimane. È stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile. Riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l’emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione”.
“Serve una riflessione sulle discipline delle nostre missioni internazionali”
Il ministro della Difesa è tornato a chiedere una riflessione urgente sugli strumenti normativi che disciplinano le partecipazioni italiane alle missioni internazionali. “Le crisi contemporanee evolvono una velocità da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare, dislocando forza e aspetti in funzione delle esigenze operative della sicurezza del personale. Quindi – ha aggiunto Crosetto – è opportuno valutare strumenti che consentono ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento”. “Abbiamo scenari mai sperimentati prima”, ha precisando garantendo la massima attenzione nel valutare l’evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali”.