L'intervento
Susanna Tamaro scende in campo per la famiglia (anche quella nel bosco): «Salviamola da questo disprezzo»
«Da dove nasce questo rigetto verso ciò che è importante per la maggior parte degli esseri umani? Un presente di solitudine virtuale mette a rischio legami necessari»
«Nel nostro Paese, come nella maggior parte del bacino mediterraneo, la realtà della famiglia è ancora in fondo la colonna portante su cui si regge la società e l’indignazione che non si placa nei confronti della favola nera dei bambini del bosco ne è la conferma». Queste le parole della nota scrittrice Susanna Tamaro, che in un’intervista al Corriere della sera ha confermato l’importanza della presenza di un nucleo familiare per i più piccoli. L’autrice di “Va’ dove ti porta il cuore” ha sottolineato che «Una coppia che si ama, che ama i suoi figli, un po’ eccentrica certo, ma di un’eccentricità che non nuoce a nessuno, in cui non c’è alcun odio, viene devastata da una psichiatrizzazione forzata degna dei peggiori regimi totalitari».
Tra le altre cose, Tamaro ha portato all’attenzione dei lettori il tema della maternità surrogata: «In un futuro forse non lontano i bambini nasceranno concepiti in uteri artificiali, con un patrimonio genetico predeterminato nella sua eccellenza dall’intelligenza artificiale, ma fino ad ora tutti gli esseri umani sono venuti al mondo dall’incontro fra un seme maschile e un ovulo femminile perché la legge della vita degli organismi superiori è la polarità». Difficile spiegarlo ai cavalieri dell’ideologia woke, che ne vorrebbero la legalizzazione per motivazioni che non stanno né in cielo, né in terra.
Susanna Tamaro parla dell’importanza della famiglia e dei problemi che vivono i bambini di oggi
La scrittrice triestina, che ha collaborato con diverse testate cristiane, ha tenuto a precisare che «I genitori hanno dei genitori che, a loro volta, hanno dei genitori e, dalla somma di questi antenati, si forma l’albero genealogico. La persona è la sua genealogia». Senza dimenticare che «la disperazione dei bambini contemporanei è proprio quella della solitudine genetica. Niente fratelli, nessun cugino, nessuno zio, nessuna alterità con cui confrontarsi e crescere. In questo modo il bambino diventa il re della casa, convinto che il mondo sia una proiezione dei suoi desideri». E ancora: «La famiglia dunque è fondamentalmente un grande organismo che permette a ogni persona di trovare un suo spazio di affinità, di realizzare il proprio lato umano e soprattutto di trovare sostegno nei momenti di fragilità»
Conoscere la propria dinastia è importante anche per capire chi siamo veramente. E questo Susanna Tamaro lo sa bene. La sua intervista, infatti, si conclude con un appello al mantenimento dei propri parenti, che spesso vengono aiutati a sconfiggere le difficoltà anche grazie ai discendenti più piccoli: «Viva gli zii, viva i nipoti capaci di prenderli per mano e farli uscire dai loro fantasmi interiori».