La nuova beffa
Soldati russi sequestrano le case degli ucraini e staccano le utenze: il metodo approvato dal Cremlino
Il popolo ucraino subisce costanti bombardamenti dalla Russia, ma anche angherie legate alle proprie abitazioni. Come riporta il Kyiv Independent, l’esercito di Mosca scollega gli appartamenti dalle utenze e li confisca arbitrariamente, come accaduto a Mariupol. A rendere nota questa pratica è stato il National Resistance Center ucraino, sottolineando che «la disconnessione dai servizi diventa la prima fase del meccanismo per la ridistribuzione immobiliare». Ai proprietari viene detto di contattare Energosbyt Donetsk, ossia il fornitore russo che è controllato dalle proxy dell’Oblast di Donetsk. Per ripristinare il servizio, i residenti devono riemettere tutta la documentazione necessaria e fornire informazioni sulle persone che vivono e sono registrate nelle case. In poche parole, si tratta di una scusa per procedere alla schedatura degli ucraini per restare informati su ciò che fanno e chi sono. In alcuni casi, gli appartamenti vengono riclassificati per una ridistribuzione che somiglia a quella sovietica
Inoltre, come riporta il quotidiano ucraino, nel 2025 Vladimir Putin ha legalizzato il furto di case nei territori occupati dell’Ucraina con un decreto che concede alle autorità il potere di sequestrare locali residenziali che «si mostrano disabitate». In realtà, la maggior parte delle volte i possessori sono stati uccisi nel corso del conflitto oppure sono morti a causa della guerra.
Soldati russi staccano la corrente agli ucraini per sequestrare le abitazioni
Petro Andriushchenko, capo del Centro per lo studio dell’occupazione, ha spiegato che la nuova legge del Cremlino dava alle autorità di occupazione il potere di «sequestrare la proprietà di chiunque a loro discrezione, semplicemente rifiutando di accettare i documenti di proprietà». Poi ha aggiunto che che cinquemila appartamenti a Mariupol sono stati sequestrati dalle autorità di occupazione russe, sin dal dicembre 2025, con un aumento da 100 a 200 per ogni settimana. Tra l’altro, diversi cittadini russi si sono trasferiti sul posto approfittando dell’occupazione iniziata nel 2022.