Il gesto di Craxi
Sigonella 1985, ieri come oggi? Ecco cosa accadde nei rapporti tra Italia e Usa per un “no” inatteso
Nel giorno in cui si viene a sapere che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha vietato l’accesso alla base militare siciliana di Sigonella agli americani, che prevedevano di atterrare e ripartire verso il Medio Oriente, non può non tornare in mente un episodio simile del 1985 accaduto nello stesso luogo. Il duello, allora, fu tra il presidente del consiglio Bettino Craxi dall’omologo americano Ronald Reagan, che voleva arrestare un terrorista su un aereo che era stato fatto atterrare nel sito dai caccia americani. La foto iconica vede la Delta force che circonda i militari italiani, a loro volta impegnati a non lasciare vie di fuga al velivolo su cui viaggiavano il ricercato principale, Abu Abbas, e la sua banda.
Tutto era iniziato con il dirottamento della nave da crociera Achille Lauro, che nella notte tra il 7 e l’8 ottobre faceva rotta tra Israele e l’Egitto. In quel caso, un commando palestinese, che voleva sbarcare ad Ashdod, aveva dirottato la nave dopo una sparatoria a bordo: dopo l’Sos, si è aperta una trattativa tra i sequestratori, del Fronte di liberazione della Palestina, e il governo italiano. Al nostro paese, in principio, era stato richiesto di mediare per la liberazione di 50 prigionieri per motivi di terrorismo. Inoltre, nelle negoziazioni vennero chiamati in causa anche il capo dell’Olp Yasser Arafat e l’allora presidente siriano Hafiz Al-Assad. Nella contesa, Ronald Reagan aveva informato di essere contrario a qualunque richiesta. In conclusione, la mediazione era finita nelle mani di Abu Abbas, capo del Fronte di liberazione palestinese.
Sigonella 1985, cosa accadde e perché sembra così attuale
Dopo le trattative e dell’intimidazione americana di eseguire un blitz armato sulla Achille Lauro, i terroristi decisero di lasciare l’imbarcazione e gli ostaggi, a patto che gli venisse conferita una via di fuga. Una richiesta che venne accettata, a patto che a bordo non ci fossero vittime: la condizione era stata assicurata dal comandante della nave, Lauro Gerardo De Rosa. Di seguito i terroristi fecero rotta al Porto egiziano Said, dove apparentemente il dirottamento sembra terminare.
Ma un nuovo colpo di scena creò un’altra destabilizzazione inaspettata: venne fuori che un passeggero americano disabile e di origine ebraica, Leon Klinghoffer, era stato ucciso dai terroristi. Ma il Boeing della Egypt air con a bordo i quattro sequestratori, tra cui la mente del progetto Abu Abbas, è decollato verso la sede principale dell’Olp a Tunisi. La vicenda non fece che scatenare l’ira di Reagan, che sentendosi ingannato mandò una squadriglia di aerei sui cieli di Malta. Diversi aeroporti, tra cui quello ateniese, rifiutarono di accettare le richieste degli Usa che chiedevano di atterrare. E così il Boeing si diresse su Sigonella con la scusa di “un’emergenza carburante”, anche se Bettino Craxi venneavvertito tardi dalle autorità statunitensi.
Com’è finita?
Tra il 10 e l’11 ottobre 1985, la situazione politica si tramuta in un braccio di ferro diplomatico e militare tra gli Usa e l’Italia. L’aereo su cui viaggiano i 4 dirottatori atterra sulla pista della nostra base e viene poi circondato da una cinquantina di militari. Ebbene, anche gli americani hanno un’ordine, che è quello di prelevare Abu Abbas e i suoi fedelissimi: per questo circondano a loro volta i soldati italiani.
Craxi e Reagan si parlano al telefono e il secondo chiede la consegna dell’intero commando, mentre il presidente del Consiglio chiede fermamente di processare i terroristi, tanto che il pm di Siracusa ne chiede l’arresto e il trasporto in carcere. Nella notte del 12 ottobre, il Boeing riparte dalla Sicilia e atterra a Ciampino, inseguito dai caccia americani. Alla fine i terroristi vengono arrestati, ma Abu Abbas viene trasferito su un aereo diretto a Belgrado, trovando riparo altrove.