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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha votato a favore della legge che introduce la pena di morte per i soli palestinesi

Dopo il sì della Knesset

Sdegno internazionale per la legge israeliana sulla pena di morte per i palestinesi. L’Onu: «Applicarla sarebbe crimine di guerra»

Ferma condanna anche dell'Ue. Tajani: «Misura disumana, con Germania, Francia e Regno Unito abbiamo chiesto al governo israeliano di ritirarla»

Esteri - di Viola Longo - 31 Marzo 2026 alle 20:49

Ferma condanna da parte della comunità internazionale dell’approvazione da parte del Parlamento israeliano, la Knesset, di una nuova legge per la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo. La legge, che fa riferimento ai cittadini della Cisgiordania e a favore della quale ha votato anche il premier Benjamin Netanyahu, esclude esplicitamente i cittadini o i residenti israeliani, i quali vengono processati dai tribunali civili, mentre i soli palestinesi vengono processati dai tribunali militari.

La condanna dell’Italia: «Israele la ritiri»

La legge è stata immediatamente e fortemente biasimata anche dal governo italiano. Per l’Italia «la vita è un valore assoluto, arrogarsi il diritto di toglierla per infliggere una punizione è una misura disumana che lede la dignità della persona», ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando in un post su X che il nostro governo, «insieme a quello di Germania, Francia e Regno Unito, attraverso una nota congiunta ha richiesto al governo israeliano di ritirare il disegno di legge che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi condannati per terrorismo». «Gli impegni assunti, soprattutto con le risoluzioni votate alle Nazioni Unite, per una moratoria sulla pena di morte non possono essere disattesi», ha aggiunto il vicepremier.

L’Ue: «Un chiaro passo indietro»

L’Ue, attraverso il portavoce per gli Affari Esteri Anouar el Anouni, ha parlato della legge approvata dalla Knesset, il Parlamento israeliano, come di un «chiaro passo indietro» da parte dello Stato ebraico, che si aggiunge al «trend negativo riguardo al rispetto dei diritti umani» in Israele. La legge per l’Ue, ha aggiunto, è «molto preoccupante», sia perché istituisce la pena di morte, alla quale l’Ue è «contraria in ogni caso» perché viola «il diritto alla vita», sia per la sua «natura discriminatoria». C’è anche, ha notato infine el Anouni, «un ricorso alla Corte Suprema».

L’Onu avverte: «Applicarla costituirebbe crimine di guerra»

L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato l’approvazione della legge definendola «profondamente discriminatoria» e chiarendo che «è apertamente in contraddizione con gli obblighi di Israele rispetto alle leggi internazionali». «La sua applicazione per i residenti dei territori occupati palestinesi – ha concluso – costituirebbe un crimine di guerra».

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di Viola Longo - 31 Marzo 2026