CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Sconcertante condotta delle toghe rosse, usano i tribunali per propagandare il No. Il comitato per il Sì sceglie la piazza

Inizia la maratona a Roma

Sconcertante condotta delle toghe rosse, usano i tribunali per propagandare il No. Il comitato per il Sì sceglie la piazza

Politica - di Angelica Orlandi - 2 Marzo 2026 alle 20:44

Assurdo e gioco scorretto: a Treviso l’aula d’assise del tribunale viene usata per un evento per promuovere il No alla riforma della giustizia. Mentre il comitato per il Sì correttamente sceglie la piazza per spiegare ai cittadini le ragioni per spiegare le ragioni della Riforma su cui si voterà il 22 e il 23 marzo. Da un lato i palazzi chiusi, addirittura le aule dei tribunali adibite a palco per il il No. D’altro lato il rapporto diretto con la gente.

Il caso del tribunale di Treviso, usato come platea del No

Quale rispetto delle istituzioni? Uno spazio pubblico, come un tribunale, che dovrebbe appartenere a tutti i cittadini, viene trasformato in un luogo di propaganda dell’Anm, in un palco antigovernativo. È quanto accade a Treviso– come ci informa il Tempo– dove l’Associazione Nazionale Magistrati, giovedì 5 marzo, organizza un convegno, con tanto di logo del sindacato dei giudici, nell’aula d’assise.  Un luogo che dovrebbe essere per definizione al di sopra delle parti diventa la tribuna di una parte: con la volontà di fare propaganda e raccontare che la riforma voluta dall’esecutivo Meloni e dal ministro Nordio è sbagliata. Il titolo è tutto un programma: «Il referendum costituzionale sulla giustizia. Un dialogo con la cittadinanza sulle ragioni del No». Un luogo che dovrebbe essere terzo e imparziale diventa platea di propaganda.

Il Comitato per il Sì inizia la maratona in piazza

E’ la prova provata che la riforma serve eccome,  come evidenziato dai magistrati per il Sì nella loro maratona romana a piazza Cavour in un dialogo con le persone che sarà quotidiano. Intanto, la segreteria del tribunale di Treviso ha inviato mail di invito per pubblicizzare il confronto “di palazzo”: «In qualità di ospitante, e per conto anche degli organizzatori – appare in una missiva, a firma della presidente Daniela Ronzani – ho il piacere di invitarvi all’evento informativo che si terrà giovedì 5 marzo…».  Da ridere. I fautori del No si appellano al Capo di Stato, Sergio Mattarella, che ha invitato ad abbassare i toni. Accusano i comitati per il Sì e il governo di alzare i toni, ma poi chi accende il dibattito con metodi scorretti sono proprio loro, i nemici della riforma.  La diatriba è più accesa che mai, ma i Sì usano gli argomenti politici nelle piazze per spiegare le ragioni tecniche; chi non ha argomenti ma solo propaganda – le toghe rosse-  si rinchiudono nei palazzi.

Caiazza: “Siamo all’oltraggio delle regole democratiche”

E la polemica arriva anche a piazza Cavour, dove il presidente del comitato ‘Sì separa’ Gian Domenico Caiazza attacca: “Siamo all’oltraggio delle regole democratiche”. “Mi piace intitolare questa piazza ai comitati per il sì, a differenza del comitato per il no che sta dentro questo palazzo. Questa è una riforma che serve ai cittadini e non ai partiti”. Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli nel suo intervento alla maratona oratoria organizzata dai comitati per il sì al referendum di fronte al palazzo della Corte di Cassazione. “Qui ci sono comitati spontanei – ha aggiunto – rappresentati da magistrati, avvocati e costituzionalisti, e dal mondo dell’opposizione. Il tema non è partitico, l’obiettivo è di una giustizia giusta”.

Presente Ceccanti, del comitato “Sinistra per il sì”

“Il luogo è simbolico, non è un essere contro ciò che questo palazzo rappresenta: siamo qui per una riforma che vuole rendere più giusta la giustizia che si amministra in questo palazzo”, ha detto il presidente del comitato ‘Sì Separa’ Gian Domenico Caiazza. E dalla piazza arriva anche l’appello del presidente del comitato ‘Camere penali per il sì’, Francesco Petrelli. Tra gli interventi, spicca quello di Stefano Ceccanti del comitato ‘Sinistra per il sì’. Che, con una nota polemica nei confronti del Pd, afferma: “Noi siamo quelli che la Costituzione vogliono applicarla e rispettarla”.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Angelica Orlandi - 2 Marzo 2026