Il 'ruggito' della segretaria
Schlein all’attacco del governo con poche e confuse idee: “Sì, Khamenei era un dittatore sanguinario, però…”
“Se ha trovato 13 minuti per portare acqua al mulino del sì, può trovare altri 13 minuti per intervenire sulle accise come le abbiamo suggerito noi”. Torna alla carica, in una intervista a La Repubblica, la segretaria del Pd Elly Schlein, cerca di tornare al centro del ring politico, con effetti stranianti.
L’intervista a tutto campo a Repubblica
La leader dem chiede infatti a Giorgia Meloni di occuparsi della “diminuzione delle accise, visto che oggi il petrolio ha sfiorato i 100 dollari al barile e il gas è rincarato del 65%, con gravi ricadute su imprese e famiglie già penalizzate dalle bollette più alte d’Europa”. Un tema che la premier ha già in agenda senza bisogno della sollecitazione della segretaria del Partito democratico.
“Ma Meloni dovrebbe anche dirci – tuona Elly – cosa intende fare contro una prevedibile impennata dell’inflazione, che già negli ultimi quattro anni si è mangiata il potere d’acquisto dei cittadini, con il carrello della spesa aumentato del 25% e i salari ridotti nello stesso periodo del 10%”.
Schlein: ho apprezzato l’apertura di Meloni sulle accise
La segretaria dem prosegue illustrando la sua linea: “Ho proposto di utilizzare le accise mobili, che il governo aveva riadattato nel 2023 ma non aveva attuato: adesso è il momento. Quando c’è un rincaro stellare della benzina cresce anche il gettito Iva nelle casse dello Stato: bisogna restituirlo subito ai cittadini e alle imprese. Ho apprezzato l’apertura di Meloni, però siamo a martedì e ancora non abbiamo visto niente”.
E aggiunge con sarcasmo che la premier “come al solito si barcamena per non indispettire il presidente Usa. Prende atto che c’è una guerra in corso, come se si fosse scatenata da sola, ma questo vuol dire non avere una linea in politica estera”, “lei non è una commentatrice, è la premier di un Paese del G7: si limita a dire che sta saltando il diritto internazionale, mentre avrebbe il dovere di difenderlo”.
Schlein: non rimpiangiamo Khamenei, però…
Elly ci fa sapere, bontà sua, che “nessuno ha nostalgia di un dittatore sanguinario come Khamenei, ma la transizione democratica spetta al popolo iraniano. Il Pd è stato fra i primi a schierarsi a fianco del movimento Donne vita e Libertà, a scendere in piazza già nel ’22, e non ho visto nessuno della destra”. Per poi tuonare: “Se salta il diritto internazionale vale solo la legge del più forte. Devono fermarsi. In questi primi nove giorni le borse hanno perso oltre mille miliardi, gas e greggio hanno raggiunto quotazioni record, ma non è stato posto alcun argine“. Un argine che lei sarebbe stata in grado di porre? La risposta, con relativa risata omerica, è scontata.