Alla faccia della pace...
Scene e immagini choc, il centrodestra sull’odio a campo largo: raccapricciante. Solo odio, altro che pacifici democratici
Con la testa del corteo arrivata in Piazza San Giovanni, e con una coda entrata entrata nella tangenziale Est di Roma nel quartiere San Lorenzo: tutti rigorosamente impegnati in slogan, grida e improperi contro il governo, l’interrogativo che accompagna l’avvio del corteo No Kings di Roma resta lo stesso. E ancora irrisolto: cosa c’è di “pacifico” nel vedere una ghigliottina che svetta tra le bandiere rosse? E quale traccia di democratica visione ravvisare nelle immagini della premier Giorgia Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, esposte a testa in giù?
Corteo No Kings di Roma, campo largo alla violenza
Eppure, secondo il segretario della Cgil Maurizio Landini, come nei compagni di cordata Bonelli-Fratoianni e Salis, e con tanto di delegazione M5S al seguito, quella che ha attraversato Roma questo pomeriggio sarebbe la piazza della «alternativa possibile» e della «cultura della pace». Può mai essere, davvero? Non a caso, allora, a smascherare questo cortocircuito morale provvedono gli esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che denunciano compatti l’ennesima deriva violenta di una sinistra che ha sostituito quello che dovrebbe essere il dibattito realmente democratico, con l’odio cieco fatto di insulti, attacchi insulsi declinata alla propaganda irruenta e di proteste virulentemente coreografate e rigorosamente postate sul web.
Corteo No Kings Roma, Trancassini: ghigliottina e Meloni, Nordio e La Russa a testa in giù… «Proprio un bel messaggio di pace»
Tra i denuncianti di questa deriva aggressiva e illiberale, Paolo Trancassini: Questore della Camera che punta il dito contro l’ambiguità dei leader dell’opposizione in questo magma indistinto di protesta e virulenza. E dichiara: «Mentre i Landini, i Fratoianni, i Ricciardi vari, si accalcano a spiegare che questa è “la piazza contro la cultura della guerra”. Che oggi “si è in piazza per dire sì alla pace e per indicare un’alternativa possibile”. E come questa piazza “sia la piazza contro una politica imperialista”… Nella stessa manifestazione c’è chi espone fotografie della premier Meloni, del presidente La Russa e del ministro Nordio a testa in giù davanti ad una rudimentale ghigliottina. Proprio un bel messaggio di pace», tuona Trancassini.
Aggiungendo a stretto giro: «Per non parlare poi degli anarchici che esaltano terroristi e condannati e invitano a “far saltare la testa dei re”». Puntualizzando in calce: «Ma quelli che vorrebbero governare l’Italia già da domani, con quale coraggio condividono una piazza assieme a gente simile? Senza prendere le distanze da queste derive, ogni richiamo alla pace suona come pura ipocrisia. E più che un’alternativa credibile, resta solo l’ennesima ambiguità politica».
Montaruli: «Ghigliottine, foto a testa in giù e insulti sessisti contro Meloni. La sinistra non ha nulla da dire?»
L’ambiguità di chi, dal parlamento e dal sindacato, a sinistra sfila in piazza a braccetto con anarchici, centri sociali e odiatori sociali. Come rileva commentando quanto accaduto oggi nella capitale in una nota il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia della Camera dei deputati, Augusta Montaruli che mette nero su bianco: «Ghigliottine, foto a testa in giù di Meloni, La Russa e Nordio, e striscioni inneggianti a Cospito: questo è il solito degradante e indegno spettacolo del corteo antagonista, oggi a Roma sotto la sigla “No Kings”.
Sottolineando: «Tutto questo è accaduto sotto gli occhi di Bonelli, Fratoianni e Ilaria Salis, che hanno sfilato accanto a questo scempio senza dire una parola». Concludendo lapidariamente: «Un attacco volgare che offende la donna e l’Istituzione. Dove sono le femministe? Dove sono i leader della sinistra che tacciono davanti a questo scempio? Il loro silenzio è complicità morale con chi evoca la morte e l’odio. Solidarietà totale a Giorgia, Ignazio e Carlo. Noi andiamo avanti, loro restano nel fango».
Ruspandini: «Solidarietà a Meloni, La Russa e Nordio. La violenza va sempre condannata»
Parole e considerazioni a cui si aggiungono quelle di Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di FdI alla Camera, che nell’esprimere a sua volta solidarietà a premier, ministro e numero uno di Palazzo Madama. E nel condannare le immagini shock, ribadisce come «la violenza, quella fisica così come quella verbale, va sempre condannata. E dovrebbe lasciare spazio al confronto civile». Un concetto evidentemente arduo da recepire per anarchici e frequentatori dei centri sociali, e che non a caso sembra non scalfire i «professionisti della protesta virulenta».
Ipotesi isolare i violenti: come si colloca il sindacato?
E alla fine, la richiesta del centrodestra sembra esprimere una posizione univoca: isolare i violenti. Tanto che Antonella Zedda, vicepresidente di FdI al Senato, definisce le condotte messe in piazza oggi “antidemocratiche”, sperando in una presa di posizione che, puntualmente, non arriva dai palchi del sindacato. E asserisce: «Le immagini della premier Meloni insieme a quelle del ministro Nordio e del presidente del Senato La Russa appese a testa in giù con accanto una ghigliottina esposte al corteo No King’s a Roma sono l’ennesima riprova della condotta antidemocratica di chi si permette ancora questi atteggiamenti di odio. Spero che i manifestanti che si sono resi responsabili di questo gesto vengano subito isolati dalla manifestazione perché scendere in piazza per esprimere opinioni è lecito, inneggiare alla violenza no!».
Dal 7 ottobre alla ghigliottina al corteo di Roma: il filo rosso dell’odio
Particolarmente duro anche l’affondo di Simonetta Matone. L’ex magistrato e deputato della Lega traccia un parallelo inquietante: «Come accadde per lo striscione di sostegno alla strage del 7 ottobre, anche stavolta non sentiamo una parola di sdegno dai leader della sinistra. Anche nel popolo del “No” al referendum c’era tanto odio». Un odio che, secondo Riccardo De Corato, sta diventando sistematico: «Trovo che quanto avvenuto sia gravissimo e addirittura raccapricciante».
Da Matone a De Corato: «Nel popolo del no c’è molto odio»
E ancora: «Condanno con forza il gesto criminale di quegli attivisti politici che, pur dicendosi pacifisti, si rendono responsabili di atti così aberranti – ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia, vice presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi –. Ricordo a tal proposito che solo poco tempo fa, durante un altro corteo a Milano, era stata esposta l’immagine di Giorgia Meloni a testa in giù. E’ ormai quindi evidente come per certi movimenti di sinistra la politica non sia più rappresentata dal normale dibattito democratico ma dall’odio cieco nei confronti dell’avversario».
Corteo No Kings Roma, Deborah Bergamini: «Scene raccapriccianti, altro che No Kings, serve No idiots»
Infine, il commento su X di Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia, riassume in poche battute il pensiero tra le righe di molte dichiarazioni che hanno preceduto la sua: «Al corteo di Roma scene raccapriccianti: una ghigliottina con foto a testa in giù di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Ignazio La Russa, a cui va la nostra solidarietà. E poi bandiere di Usa e Israele bruciate, uno striscione pro Cospito. Altro che “No Kings”. Qui serve “No idiots”».
Perché in effetti, in questa Roma ferita da simbologie horror, resta un dato politico amaro: mentre il governo lavora per la stabilità, le opposizioni coccolano una piazza che sogna il patibolo per l’avversario. Se questa è l’alternativa proposta dal campo largo, l’Italia ha tutte le ragioni per restare dall’altra parte: quella della civiltà e del rispetto istituzionale.