Dibattito sul referendum
Sallusti gli ride in faccia e a Conte saltano i nervi: crisi isterica di ‘Giuseppi’ in diretta tv (video)
“Una risata vi seppellirà”, recitava un vecchio slogan sessantottino: se a ridere è Sallusti di Conte, il potente di turno si adonta. Basta vedere quanto è andato in onda su La7 martedì sera.
«Quando c’è stato il caso Almasri, un caso vergognoso perché lì l’Italia è stata un Paese canaglia al pari della Mongolia e del Malawi, perché noi abbiamo sottratto…»: con queste parole l’avvocato del popolo Giuseppe Conte ha arringato la tribuna televisiva del talk di Giovanni Floris, DiMartedì su La7. Frasi che hanno destato l’ilarità di molti telespettatori a casa, che hanno associato le lezioni di di diritto internazionale di Conte ai tempi in cui, da premier, veniva chiamato Giuseppi da Trump. O, peggio, quando siglava patti economici scellerati con la Cina, all’insegna del motto: “Vieni avanti Pechino”.
Mentre Conte arringava la tribuna televisiva, ha riso a crepapelle anche Alessandro Sallusti, in collegamento con il talk. Un reato di lesa maestà che l’ex presidente del Consiglio non ha gradito, andando su tutte le furie e tuonando contro il giornalista: «Che cosa ride? Ma che cosa ride Sallusti? Guardi che all’Assemblea della Corte penale internazionale siamo stati messi sullo stesso piano di Malawi e Mongolia, siamo ormai uno Stato canaglia. Inconsapevolmente ride Sallusti, non so perché».
«Il fetentone libico è in carcere nel suo Paese», ha replicato a tono Sallusti, riferendosi al generale libico Almasri, su cui le opposizioni avevano tuonato contro il governo per diverso tempo. Una maniera come un’altra per attaccare l’esecutivo e la premier Giorgia Meloni. Conte, allora, ha interrotto Sallusti dicendo: «Perché hanno più dignità loro», in riferimento ai libici. «La Libia ci aveva detto: datelo a noi, è nostro e lo mettiamo in carcere noi e quindi giustamente gli è stato dato», ha replicato seccamente l’ex direttore de Il Giornale. La cosa certa che hanno appreso i telespettatori de la7 è che quando Conte scade nel ridicolo è assolutamente vietato farglielo notare.