L'analisi
Rottamazione quinquies 2026, un’opportunità da cogliere. Perché molti amministratori non hanno ancora aderito
Riceviamo da Michele Cotugno e pubblichiamo
E’ ormai noto ai tanti che dal 21 gennaio 2026 al 30 aprile 2026, attraverso il sito di Agenzia delle Entrate – Riscossione , si possono presentare le domande di adesione per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023: permettendo così il pagamento in unica soluzione o a rate che, necessariamente, dovranno essere onorate entro il 31 luglio 2026. Allora, giusto chiedersi, aderendo a questa misura cosa si paga realmente? E’ previsto il versamento delle somme dovute a titolo di capitale, spese di notifica e procedure, con esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Quindi, un’interessante misura voluta dal governo Meloni per permettere ai contribuenti in difficoltà (non certo ai furbetti di turno) che per vari motivi non sono stati in grado di adempiere negli anni scorsi ai loro doveri economici e fiscali verso i gli enti, di liberarsi definitivamente dai debiti.
Una opportunità da cogliere, tanto da parte dei contribuenti che degli enti creditori. Anche se, a motivo di ciò in tanti si stanno chiedendo come mai tanti Comuni, Province e Regioni ancora non abbiano aderito. Probabilmente la natura discrezionale della norma è la prima tra le motivazioni e tra le altre ci sono quelle di natura finanziaria e amministrativa. Infatti, l’assenza dell’obbligo di adesione alla norma nazionale lascia spazio all’insindacabile discrezione degli amministratori locali. Ma cosa dovrebbero fare gli enti locali per aderire alla misura? E, perché mai non lo stanno facendo ancora tutti?
Per aderire devono approvare una delibera per attivare la definizione agevolata sul proprio territorio. Quanto ai motivi per cui non tutti starebbero aderendo sarebbero diversi, quali ad esempio:
– L’impatto sul bilancio. (Aderendo, rinunciano a sanzioni e interessi, incassando solo la quota capitale dei tributi (IMU, TARI, multe stradali); e per i Comuni, soprattutto quelli in difficoltà finanziaria, rinunciare a queste entrate può compromettere la tenuta del bilancio e la capacità di erogare servizi.).
Rottamazione quinquies 2026: i preconcetti politici
– L’autonomia gestionale. (Molti enti utilizzano propri strumenti di riscossione o concordando piani di rateizzazione specifici, piuttosto che allinearsi alle scadenze nazionali)
– I costi amministrativi. (L’applicazione della rottamazione comporta una gestione amministrativa complessa per gli uffici tributi, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per gestire l’arretrato in tempi rapidi).
– Motivi politici): rifiuto preconcetto squisitamente di natura politico ideologico).
Premesso ciò, qualora la motivazione della non adesione da parte di un ente locale alla Rottamazione Quinquies fosse prevalentemente di sola natura politica non resta che ricordare a quei miopi amministratori che la gestione della cosa comune impone loro il dovere di adoperarsi per il solo bene collettivo. Pertanto, sarebbe opportuno a stretto giro di adoperarsi a deliberare l’adesione alla misura in oggetto se realmente vogliono tutelare la collettività. Tutela, che dovrebbe prevalere su qualsiasi altra motivazione. Una motivazione che gli amministratori dovranno avere responsabilità di comunicare ai cittadini elettori.