Oltre il livello di guardia
«Ricordati piazzale Loreto»: Luigi Marattin minacciato per aver condiviso un video sul Sì al referendum
Ormai basta la pubblicazione di un video a sostegno del Sì per guadagnarsi l’auspicio di finire appesi a piazzale Loreto: è quello che è successo al deputato Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, su X. A raccontarlo è stato lui stesso: «Secondo voi cosa bisogna farne di un social che consente cose di questo genere? (Il motivo per cui mi è stato preannunciato di essere appeso per i piedi a piazzale Loreto è che ho osato condividere il video di una ragazza che argomenta in modo pacato le ragioni del Sì)».
Marattin condivide un video per il Sì, un utente evoca piazzale Loreto
Il video in questione è quello di una giovane radicale, una ragazza di 27 anni, che in poco più di un minuto spiega il contenuto della riforma e le ragioni del Sì, con chiarezza e sempre rimanendo nel merito. «Dicono che sia impossibile spiegare perché votare Sì al referendum sulla giustizia in due minuti. Una ragazza di 27 anni – Patrizia De Grazia dei Radicali – ci è riuscita in un minuto», era stato il post di Marattin che ha suscitato l’odio e le minacce di un utente che si nasconde dietro lo pseudonimo di “ram”.
«Luigi attento, l’aria può cambiare, è successo in passato, studia un po’ la storia e vedrai che piazzali Loreto sono stati tanti, potresti trovarti in futuro con i piedi non proprio per terra», si legge nel commento di “ram” al post di Marattin. Il Partito Liberaldemocratico in un comunicato ha definito l’episodio «un ulteriore esempio dell’aria irrespirabile, creatasi attorno alla propaganda referendaria». «Auspichiamo che si torni a toni più civili e rispettosi delle argomentazioni dell’altro, in questi ultimi giorni di campagna elettorale», è la conclusione della nota.
La solidarietà di FdI: «Frutto del clima d’odio»
Solidarietà a Marattin è stata espressa da Fratelli d’Italia: sul caso sono intervenuti i capigruppo alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, e il deputato e responsabile del programma Francesco Filini. «Solidarietà a lui e vergogna a chi, parlando senza il minimo fondamento reale di pericolo autoritario se passa questa riforma, alimenta odio», ha detto Malan. Di «attacchi inaccettabili», che «dimostrano quanto sia diffuso e pericoloso questo odio violento che pretende di stabilire chi abbia il diritto di esprimersi e chi no», ha parlato poi Bignami. «Tacciare di fascismo uno con la storia di Luigi Marattin è a dir poco surreale, e mette bene in evidenza come l’odio che certa sinistra impegnata sul fronte del No sta riversando su questa campagna referendaria, abbia superato ogni limite», è stato poi il commento di Filini.
Pascale: «I nemici della libertà si agitano»
Sul caso è intervenuta anche Francesca Pascale, portavoce del Comitato per il Sì “Chi accusa non giudica”. «Ogni volta che nasce un progetto autenticamente liberale, fondato sulla logica, sul rispetto delle istituzioni democratiche e sulla difesa dei valori dell’Occidente, accade puntualmente la stessa cosa: i nemici della libertà si agitano e si scatenano», ha detto, esprimendo solidarietà a Marattin.