Giustizia e veleni
Referendum, il Comitato del No la spara… Grosso: “Se vince il Sì i cittadini rischiano la vita”. Era serio?
Sembrava una battuta spiritosa, ma nessuno ha riso, nel semi-deserto congresso di Magistratura Democratica in svolgimento a Roma. Ma a quanto pare, in assenza di rettifiche, smentite, chiarimenti, faccine sorridenti, emotycon o gift ridanciani, quella dichiarazione di Enrico Grosso, autorevole costituzionalista tra i promotori del Comitato per il No alla riforma della giustizia, va presa sul serio, purtroppo. “La riforma Nordio non danneggia i magistrati, ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini”, ha detto ieri il professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino al XXV congresso di Magistratura Democratica a Roma, criticando la separazione delle carriere e il doppio CSM come attacco all’indipendenza giudiziaria.
I giornali, ovviamente, oggi hanno parlato di toni allarmistici ricordando l’appello di Mattarella alla moderazione. Ma non era una “boutade” o una “sparata terroristica”. Grosso, a quanto pare, lega la sua frase al modello costituzionale post-fascista, temendo un giudice “prono alla politica”. “I cittadini», ha proseguito Grosso, possono vedersi drasticamente ridurre gli spazi di tutela dei loro diritti. Nel nostro Paese è in atto un attacco senza precedenti al principio di autonomia e indipendenza della magistratura su cui si regge l’effettività della separazione dei poteri”.
Referendum, Gasparri ironico sul proclama di Grosso
Ironico, come da suo stile, il commento di Maurizio Gasparri: “Grosso ha bisogno solo di comprensione e una pacca sulla spalla visto il momento di sconforto e difficoltà che lo porta a straparlare… Ma cosa avrebbe da dire il presidente della Repubblica di fronte alle affermazioni stupefacenti di tale Grosso, che presiede il Comitato che fa riferimento all’Associazione nazionale magistrati, che dice che col referendum si mette addirittura in pericolo la vita individuale dei cittadini? Il suo è un momento di difficoltà palese. Non sanno più cosa dire e devono inventare bugie stratosferiche…”.