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Referendum, con la vittoria del no è resa dei conti tra Giuseppe Conte e Elly Schlein

Retroscena e tensioni dem

Referendum, è resa dei conti. Conte si sfrega le mani pronto a sfidare Elly Schlein: ecco che sta succedendo dietro le quinte

Politica - di Giulia Melodia - 23 Marzo 2026 alle 17:11

Il mantra delle opposizioni è: “Avviso di sfratto”. E lo anticipa, girandoci intorno, Claudia Fusani in diretta su Raiuno esorta al silenzio Giuseppe Conte (che intanto su X posta: «Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!»), mentre Elly Schlein tace, e la giornalista d’assalto discetta a dispensa sulla politicizzazione (a sua detta) del voto referendario bacchettando sul clima da stadio intorno ai quesiti referendari. Che, se così non fosse stato – come le fa notare Franco Bechis, anche lui ospite in studio a Saxa Rubra – non avrebbe richiamato alle urne una tale massa di votanti (dato su cui tutti, in chiave bipartisan, hanno convenuto, compiacendosene).

Ma Fusani è un fiume in piena: interviene con apocalittiche previsioni sul calendario riformista dell’esecutivo entro la fine del mandato elettorale. Ma anche elargendo a man bassa consigli non richiesti sugli equilibri all’interno dell’alleanza di governo. E intanto, mentre nelle maratone tv va di scena il solito botta e riposta, batti e ribatti tra chiacchiericcio e demagogismo in spiccioli, nei quartier generali del cosiddetto campo largo tira un’aria di cauto silenzio.

Forse, qualcosina in più: perché non sembrano ancora soffiare venti trionfalistici o arie di vittoria, ma l’atmosfera, molto più densa, del regolamento di conti interno. Tutto per dire che, il vero spettacolo che va in scena è quello dietro le quinte: nelle stanze dove i leader della sinistra seguono lo spoglio rigorosamente divisi. Ognuno nel suo fortino. E ognuno con la calcolatrice in mano per pesare non tanto il voto, quanto lo sgarbo al vicino di coalizione (un po’ secondo la logica del Palio del Siena, dove vige la regola non scritta ma più veemente che mai, che più che il tifo per la vittoria della propria contrada, vale e infervora quello per la sconfitta della contrada avversaria).

Referendum, Giuseppe Conte: l’avvocato del No in modalità riscossa sulla Schlein?

E allora, da voci di corridoio, sembra che in via di Campo Marzio l’atmosfera sia quella delle grandi occasioni (e di redde rationem giallorossa). Giuseppe Conte, che fino a ieri disdegnava le primarie, poco fa a vittoria del No conclamata dichiarava emblematicamente (e sibillinamente?): «Ci apriamo alla prospettiva delle primarie». E nel mentre, per l’occasione in modalità “Avvocato della riscossa”, pare non stia più nella pelle. Lo descrivono radioso, quasi euforico mentre monitora i dati del Sud, dove il “No” sembra volerlo incoronare Re Sole dell’opposizione. Parrebbe offrire caffè a tutti, l’ex premier: un gesto di insolita generosità che nasconde un obiettivo ferale. Intestarsi il risultato per mettere all’angolo una Elly Schlein apparsa decisamente più sbiadita e “tiepida” sulla mobilitazione? Alle cronache concrete l’ardua sentenza…

I leader di centrosinistra seguono lo spoglio (separatamente) nelle varie sedi partito

E al Nazareno? Stante il silenzio che urla dalla stanze ufficiali del partito fino a questo momento. E stante l’euforia a 5 stelle, niente di più facile ipotizzare che la segretaria Pd si sia impegnata a osservare i flussi con i suoi fedelissimi fino all’ultimo conteggio, consapevole che a “No” confermato e ufficializzato, il merito (e il microfono) potrebbe avocarli a sè direttamente l’ami-nemico Giuseppi, lasciandola con un pugno di mosche in mano e un partito sempre più schiacciato di fronte.

Referendum, Conte brinda a caffè e Schlein in rigoroso silenzio

Ma, ancora più teatrale forse è il clima che si respira in Via dei Frentani. Qui, il “Comitato della società civile” (leggi: la Cgil) ha issato il ponte levatoio. Maurizio Landini è arrivato a San Lorenzo con la mascella serrata, blindandosi in una sala a porte chiuse con la sua segreteria. Bocche cucite nel quartiere romano dove si è riunito il comitato società civile per il no al referendum. Mr Cgil, arrivato al centro congressi poco dopo le 14, senza fermarsi a parlare con i cronisti, segue i primi risultati a porte chiuse in compagnia dei membri della segreteria della Cgil, tra cui Christian Ferrari (anche vicepresidente del Comitato della società civile per il no) e Pino Gesmundo. Oltre alla segretaria confederale Francesca Re David.

Bocche cucite al quartier generale di Landini e compagni

Per commentare, Landini aspetterà risultati più consolidati. Niente cronisti, niente sorrisi: solo il silenzio di chi aspetta il momento giusto per uscire e tuonare contro il governo. Magari chiedendo le dimissioni di Nordio prima ancora che l’ultimo plico dell’estero sia stato aperto e vidimato. E in questo quadro di “unità” d’accatto, tra i sorrisi sospetti di Conte. Il silenzio cauto di Elly Schlein. E il catenaccio di Landini, la sinistra dimostra ancora una volta la sua vera natura: una coalizione che non corre per un’idea, ma per decidere chi debba comandare sulle macerie altrui.

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di Giulia Melodia - 23 Marzo 2026