CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Proseguono le “celebrazioni” degli anarchici morti a Roma: a Viterbo una scritta inquietante sul muro di un parcheggio

Indagini in corso

Proseguono le “celebrazioni” degli anarchici morti a Roma: a Viterbo una scritta inquietante sul muro di un parcheggio

Politica - di Mattia Bene - 24 Marzo 2026 alle 18:21

Proseguono le rivendicazioni anarchiche in ricordo di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due militanti che sono rimasti schiacciati dal crollo di una palazzina nel Parco degli acquedotti mentre, secondo gli investigatori, preparavano un ordigno. In un parcheggio condominiale a Viterbo è comparsa una scritta che li ricordava entrambi: «Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte», con tanto di “A” cerchiata. Chiaramente, l’episodio ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Al momento gli investigatori stanno indagando per ricostruire la rete di rapporti intrattenuti da Alessandro e Sara, attraverso blog, siti, forum e profili social riconducibili all’area anarchica. L’obiettivo principale è quello di identificare complici, obiettivi di attacco e filiere di approvvigionamento dei materiali utili per la costruzione della bomba.

In base ad alcune testimonianze, tra cui figura quella del custode dell’edificio crollato, i due anarchici stavano usando il casolare come base operativa da qualche giorno. Altri elementi importanti per le indagini potrebbero venire a galla dai dispositivi e dai documenti sequestrati nella loro abitazione in periferia a Roma, usata come punto d’appoggio. Per ora le autorità stanno concentrando la loro vigilanza sui gruppi attivi in città, visto che sabato si terrà il corteo “contro la guerra” a Roma, a cui dovrebbero partecipare 15mila persone da tutta l’Italia. L’obiettivo principale è quello di prevenire infiltrazioni delle aree violente alla contestazione.

Scritta per gli anarchici Mercogliano e Ardizzone a Viterbo: le rivendicazioni proseguono

In un comunicato comparso nei giorni scorsi su Radio Onda d’Urto e firmato da “Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina”, venivano ricordati i due “compagni” con tanto di esaltazione della «violenza rivoluzionaria». Nel messaggio si faceva riferimento anche agli appuntamenti a cui avevano presenziato «Sandrone e Sara», oltre alla presenza «del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo».

«Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo – si legge ancora nella nota – che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria. Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema».

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Mattia Bene - 24 Marzo 2026