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Campo largo, primarie e dintorni, un sondaggio Noto spiazza il Pd: l’indagine dà Conte leader del centrosinistra

L'Opa di Giuseppi sul Nazareno

Primarie campo largo, per il sondaggio Noto vincerebbe Conte, “il populista in pochette”: Schlein isolata, profezia di Calenda confermata

Politica - di Chiara Volpi - 24 Marzo 2026 alle 18:44

Nemo propheta in patria: ancora una volta si conferma la vecchia locuzione latina di origine evangelica che significa «Nessuno è profeta nella propria patria». Già, perché non più tardi di questa mattina dallo studio de La7 Carlo Calenda, tra ironia caustica e acume politico lungimirante, lo aveva detto: «Sarà Conte il leader» del centrosinistra, con buona pace di Elly Schlein e sommo clamore del Nazareno. Di più. Il leader di Azione si è spinto anche oltre asseverando che la resa dei conti tra i giallorossi sarebbe già scritta nei corridoi di Palazzo Madama. Sottolineando sul punto: «Vincerà Conte perché mezzo Pd pensa che sia un candidato più forte della Schlein contro la Meloni. Lo dicono in Senato»…

Il sondaggio Noto conferma Calenda: Conte leader del centrosinistra

Ora, a distanza di poche ore dal dibattito e dalla previsione tv, arriva la conferma dal sondaggio di Noto per Porta a porta che, scattando una fotografia spietata che nei suoi primi tratti delinea innanzitutto come – e perché – il “campo largo” si stia trasformando sempre più in un terreno di conquista per Giuseppe Conte, mentre Elly Schlein sembra destinata al ruolo di comparsa nell’affollato (quanto disgregato) teatro del centrosinistra. Quanto detto, del resto, non è frutto di semplici illazioni politiche, ma l’esito di un’indagine che, a suon di cifre percentuali, certifica come l’elettorato progressista abbia ormai scelto il proprio “frontman”.

Per gli elettori del campo largo Giuseppi avrebbe la meglio su Elly

Dunque, stando ai dati del sondaggio, se si votasse oggi per le primarie di coalizione, non ci sarebbe partita: l’ex premier  scalzerebbe la segretaria del Pd, trascinando il Nazareno verso una sottomissione politica che i riformisti dem faticano persino a immaginare. Figuriamoci a digerire… E allora vediamoli questi numeri. In una corsa in cui i contendenti sono, appunto, l’ex premier, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, e Angelo Bonelli, leader di Avs, ad avere la meglio secondo gli elettori del campo largo sentiti dall’istituto di ricerca sarebbe proprio Giuseppi con il 43% dei consensi, contro il 37% della leader dem. Per il co-portavoce di Europa verde fermo al 12% e, sullo sfondo, un 8% che, interpellato, dichiara di non sapere ancora…

Ecco i numeri del sondaggio Noto che danno Conte vincitore delle future primarie del centrosinistra

Dunque, secondo la rilevazione, in un’ipotetica sfida a tre, Giuseppe Conte si affermerebbe con il 43% dei consensi, staccando di ben sei punti Elly Schlein, ferma a un deludente 37%. Fanalino di coda Angelo Bonelli (Avs), che raccoglierebbe appena un magro 12%. Ma il dato che deve far tremare i polsi ai vertici del Pd è la permeabilità della base. Sì, perché andando nei dettagli del report e nello specifico dell’analisi dei dati, Conte non solo blinderebbe il 95% dei suoi, ma riuscirebbe a strappare anche il 12% dei voti agli elettori del Partito Democratico. E quasi il 30% a quelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Al contrario, la Schlein – che appare isolata nel suo fortino – potrebbe contare sul 70% dei voti dei suoi, ma solo sul 3% di quelli del Movimento 5 stelle, e sul 9% di quelli dei rossoverdi.

Mentre per Bonelli il 4% arriverebbe dai dem. L’1% dai Cinquestelle. E il 50% da Avs. Tra chi non sa: il 14% arriva dalle file del partito del Nazareno, l’1% dai pentastellati e il 12% dai rossoverdi.

Nei dettagli del report

In merito, invece, a come dovrebbe essere scelto il leader del campo progressista, il sondaggio Noto rivela inoltre una spaccatura sulla gestione della leadership: se il 55% degli elettori del centrosinistra invoca le primarie come rito di legittimazione, solo un misero 29% ritiene ancora che il Pd, in quanto partito di maggioranza relativa, abbia il diritto di indicare il candidato per Palazzo Chigi. Una rinuncia al primato che sa di resa incondizionata.

Calenda: «Nemo propheta in patria», eppure…

In conclusione allora, i numeri del sondaggio Noto slatentizzano e asseverano con l’attendibilità della matematica percentuale tipica dell’indagine statistica l’immagine di un Pd “alla frutta”, incapace di generare una leadership carismatica e ormai fagocitato dal populismo in pochette del leader M5S. Ossia quanto già ipotizzato nella sua analisi televisiva stamattina da Carlo Calenda nello studio de La7…

Pertanto, come già detto, se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro del “campo largo” parla sempre meno la lingua del riformismo. E sempre più quella dei sussidi e della demagogia grillina. Per il Nazareno, insomma, la strada verso il 2027 si preannuncia non solo impervia. Ma drammaticamente segnata dal tramonto della propria egemonia “rossa”…

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di Chiara Volpi - 24 Marzo 2026