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Primare campo largo, spunta l’auto-candidatura di Mastella

Armata brancaprimarie

Primarie campo largo, eccone un altro. Mastella: “Se le fate ci sto anch’io”. E la lista dei pretendenti al trono si allunga

Politica - di Giulia Melodia - 30 Marzo 2026 alle 18:25

Primarie, più se ne parla e più spuntano candidati. E allora avanti un altro: a dispetto della decisione finale e in attesa dell’Armageddon, in giorni di auto-candidature e defezioni eccellenti, tra sgomitate e passi indietro, sembra proprio che nel centrosinistra sia la confusione l’unica certezza. In un panorama politico dove la linea del lunedì viene regolarmente smentita da quella del martedì – con la cordata del “No” che inciampa in quella del “Sì” nel giro di ventiquattr’ore – mancava solo lo squillo di tromba da Benevento. E puntuale, come un veterano che non resiste al richiamo della trincea politica, arriva anche Clemente Mastella.

Mastella tra no e ma anche: Primarie campo largo? «Non le farei, ma nel caso potrei candidarmi»

Già, perché ospite di Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, il sindaco di Benevento ed ex ministro della Giustizia, interpellato sul work in progress delle primarie nel centrosinistra, prima lancia la frecciata: «Io non le farei, assolutamente no». Poi ci ripensa e corregge calibratura del tiro e gittata: «Comunque, se si fanno le primarie, mi potrei candidare anche io. Perché no? Serve anche qualcuno di centro e, casino per casino, parteciperei anche io…».

Nell’Armata “brancaprimarie” nel campo largo c’è chi sgomita e chi rincorre…

Un passaggio repentino e a dir poco sublime, quello del politico di lungo corso, che con un escamotage dialettico trova modo e spazio per incastonarsi nel quadro di una lotta fratricida che al momento sta cannibalizzando immagine e coesione del centrosinistra. Un’armata “brancaprimarie” dove tutti sono contro tutti: Conte, che se le intesta e tenta lo sgambetto un giorno sì, e l’altro pure. Elly Schlein che lo insegue, affannosamente, cercando di riguadagnare posizioni. Prodi che le sconfessa, e la Salis che si chiama fuori con un secco “no grazie” (“no way” direbbero gli inglesi rafforzando il diniego).

Primarie campo largo, tutti contro tutti

Così, mentre oggi emerge la cordata del No, poi soppiantata il giorno dopo da quella del Sì, prova a farsi largo nella folla di pretendenti al trono anche Mastella, in veste di  capitano coraggioso che, da vecchio lupo di mare, sa bene che il “campo largo” oggi è solo un’espressione geografica priva di bussola e di una mappa nautica (Leggi: un programma comune) in grado di salvare una nave nella tempesta con i timonieri a rischio naufragio.

Un gran caos: Conte fa sgambetti, Schlein arranca e Mastella si propone

Quella che si delinea a ogni ora che passa sempre di più, insomma, è l’immagine una sorta di circo della politica che fa impallidire per caos e improvvisazione, al solo evocarlo, il teatrino di berlusconiana memoria. Dove, sembra suggerire Mastella tra le righe, tanto varrebbe far entrare il domatore più esperto. Perché, in fondo, la sua auto-candidatura (ironica, ma non troppo), è un po’ anche lo specchio fedele della crisi progressista al cui interno, se l’alternativa al governo di centrodestra è affidata ai veti incrociati di Giuseppi e alle incertezze di Elly, il ritorno di Clemente diventa quasi una prospettiva più credibile di altre.

Anzi, nel “caos” generale del centrosinistra, rischia di apparire addirittura l’unica proposta dotata di una sua logica. Peccato solo che il bilancino destinato a misurare i rapporti di forza nel campo largo sia saltato da un pezzo…

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di Giulia Melodia - 30 Marzo 2026