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Pingitore premiato alla Camera. Anche un docu-film lo celebra

Un artigiano doc della satira

Pingitore, un docu-film e l’appaluso della Camera all’intellettuale del popolo che ha sbeffeggiato potere e politicamente corretto

Politica - di Bianca Conte - 28 Marzo 2026 alle 20:55

Una vita da Pingitore, già il titolo dice tutto… Sì, perché c’è stata una stagione in cui l’Italia sapeva ancora ridere di se stessa senza l’astio e il diktat dispotico del politicamente corretto, specchiandosi in un varietà che era, allo stesso tempo, satira colta e pancia del Paese. E il regista di quell’affresco monumentale è Pier Francesco “Ninni” Pingitore, celebrato nelle scorse ore nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera con la proiezione del docu-film intitolato, appunto, Una vita da Pingitore, diretto da Mirko Alivernini.

Un docu-film che, in una sorta dei carrellata tra memoria e presente, riporta le testimonianze di tanti amici. Donne meravigliose. E, soprattutto, degli artisti che hanno lavorato per diversi anni con Pier Francesco Pingitore. Si comincia dalla nascita del mitico Bagaglino nella grotta di Via della Campanella. Si arriva ai fasti del Salone Margherita. E si incontrano tanti artisti, tanti amici di ieri e di sempre. Come Oreste Lionello, Gabriella Ferri, Pino Caruso, Pippo Franco, Leo Gullotta, Valeria Marini, Pamela Prati, Enrico Montesano, Martufello, Manuela Villa, Morgana Giovannetti, Federico Perrotta e tanti altri.

“Una vita da Pingitore”, fuoriclasse che ha saputo modulare le frequenze sugli umori del pubblico

Un pittore dei nostri tempi, Pingitore. Un aedo che ha saputo raccontare in prosa evoluzioni e involuzioni del nostro cammino sociale. Un ironico osservatore di vizi privati e pubbliche virtù del Bel Paese ritratti con verve caustica vis satirica pungente per cui l’omaggio istituzionale non è stata solo una passerella di nostalgia, ma il riconoscimento solenne a un artista che, come ha sottolineato il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone consegnandogli la medaglia di “Maestro dello spettacolo e custode dell’identità popolare italiana”, ha saputo interpretare l’anima profonda della nazione.

Dal Bagaglino al mito della satira artigianale doc: una galoppata di sessant’anni

Dalla leggendaria “grotta” di Via della Campanella, ai fasti del Salone Margherita, Pingitore ha traghettato la tradizione del cabaret nel cuore della modernità televisiva, incollando milioni di italiani al video con chicche del calibro di Biberon, solo per citare un titolo tra i tanti successi a lui ascrivibili, e a titolo meramente esemplificativo. In sala, allora, a rendere omaggio al “Maestro della satira”, c’era lo stato maggiore della sua galleria di protagonisti: da Pippo Franco a Martufello, da Valeria Marini a Manuela Villa.

Pingitore, una storia, tante storie in una

Una storia, quella di Pingitore, scritta insieme a Mario Castellacci, che ha saputo spaziare dal cinema di Remo e Romolo e Nerone e l’Imbranato e tanti altri titoli, alla drammaturgia intensa della trilogia teatrale dedicata al tramonto di Mussolini, che ha calcato le scene da Villa Torlonia al Gran Sasso, girata proprio nei luoghi in cui ebbero luogo i fatti. Passando poi per decine e decine di puntate di spettacolo televisivo. Decine e decine di milioni di spettatori. E poi la fiction tv, con Ladri si nasce, campione di presenze di quell’anno con più di nove milioni di telespettatori, e tanto altro ancora. Come la Crociera del vecchio Bagaglino del ’67, su un brigantino-goletta, il Costa del sol, col quale lo spettacolo raggiunse tutti i porti turistici da Positano a Montecarlo e ritorno.

Un intellettuale “popolare”

Un intellettuale popolare nel senso più nobile del termine: capace di dare voce a una visione del mondo radicata, viscerale e mai servile verso i salotti buoni. Meno che mai quelli della sinistra intellettualoide e radical chic. Non a caso, allora, Pingitore, con la consueta ironia, ha definito la sua carriera una «galoppata di sessant’anni cercando di non annoiare». In realtà però, ha fatto molto di più che limitarsi a intrattenere scampando il rischio della noia. Ha scolpito pregi e difetti degli italiani in cammino, restando sempre fedele a se stesso. Un pilastro della nostra cultura teatral-televisiva che oggi, finalmente, le istituzioni celebrano come merita.

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di Bianca Conte - 28 Marzo 2026