Bufera sull'eurodeputata Avs
«Perché la Germania ha attivato l’alert su Ilaria Salis?»: FdI chiede chiarezza su «eventuali nessi con l’estremismo violento»
Non solo la questione della fedina penale del suo assistente, Ivan Bonnin, e del tipo di rapporto che li lega. La vicenda del controllo di polizia su Ilaria Salis, cavalcata in chiavi vittimista dall’eurodeputata Avs, porta con sé anche un altro elemento che richiede chiarezza e che sta a monte di tutto: perché la Germania ha chiesto l’attivazione dei controlli? È quanto chiede di sapere la deputata di FdI, Letizia Giorgianni, che ha presentato una interrogazione su questo punto specifico della vicenda, dopo che il collega Giovanni Donzelli lo ha fatto sul ruolo di Bonnin.
Cosa c’è dietro l’alert che ha portato al controllo su Ilaria Salis?
«Nella vicenda di Ilaria Salis il punto centrale non è il controllo in sé, ma ciò che lo ha determinato», ha spiegato Giorgianni, ricordando che «secondo quanto emerso, l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe stato attivato nell’ambito dei meccanismi di cooperazione tra Stati nello spazio Schengen, a seguito di una segnalazione delle autorità tedesche». «È questo l’elemento che impone un chiarimento puntuale», ha sottolineato ancora la deputata, che ha presentato l’interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
L’interrogazione di FdI
Per l’esponente di FdI «la circostanza che una rappresentante delle istituzioni europee possa essere anche solo sospettata di collegamenti con ambienti riconducibili a gruppi organizzati dediti alla violenza politica suscita, infatti, profonda preoccupazione, anche alla luce del clima di crescente tensione che si registra in diversi Paesi europei per effetto dell’azione di frange estremiste dell’area antagonista».
A rischio «il prestigio e la credibilità delle istituzioni»
Ciò su cui Giorgianni nell’interrogazione chiede di «fare piena luce» sono «gli elementi alla base della segnalazione», il «quadro informativo a disposizione delle autorità italiane» e «l’eventuale esistenza di collegamenti con ambienti dell’estremismo violento». «In questo contesto, il richiamo alle prerogative parlamentari – ha chiarito – non può essere piegato a finalità strumentali, né utilizzato come uno scudo personale per sottrarsi a verifiche legittime. Una simile impostazione rischierebbe di compromettere il prestigio e la credibilità delle istituzioni, oltre che il principio di uguaglianza e il rispetto dovuto ai cittadini».
«Colpisce, infine, che il dibattito pubblico si sia concentrato su aspetti diversi, come il comportamento delle forze dell’ordine, anziché sul nodo reale della vicenda. È necessario riportare l’attenzione sui fatti e chiarire fino in fondo le ragioni che hanno determinato l’attivazione dell’alert», ha concluso l’esponente di FdI.
La lettera di FdI a Roberta Metsola
Chiarimenti sulla “segnalazione Schengen” da cui è scaturito il controllo nei confronti di Ilaria Salis sono stati chiesti formalmente anche in Europa, dove FdI-Ecr ha inoltrato una lettera – a prima firma dell’eurodeputato Stefano Cavedagna – alla presidente dell’europarlamento Roberta Metsola. Nell’ambito della missiva, che chiede di fare luce sull’assunzione di Ivan Bonnin nonostante i precedenti, c’è anche un passaggio che chiede di chiarire «se la Presidenza sia a conoscenza di indagini tuttora in corso a carico dell’On. Salis e/o del suo assistente per i suoi legami con organizzazioni estremiste dedite alla violenza politica».