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Cesare Parodi

Le dimissioni

Parodi saluta l’Anm citando Excalibur e mago Merlino. La retorica del “C’ero quella notte”

Il presidente uscente esalta la vittoria del No, si dice pronto al dialogo ma respinge ogni ipotesi di polticizzazione

Politica - di Redazione - 28 Marzo 2026 alle 13:36

Addirittura Artù, Merlino, e i cavalieri della Tavola rotonda. Cesare Parodi cita la spada di Excalibur e la retorica di una suggestione medievale, peraltro poco gradita a sinistra, nel giorno in cui lascia la guida dell’Associazione nazionale Magistrati.

“Io c’ero quella notte…”

Parodi che aveva preannunciato le sue dimissioni cita la leggenda di Re Artù, come “simbolo di unità dei magistrati che hanno vinto il referendum”. E li esorta a un ricordo indelebile: “Ricordatevi di dirvi sempre: “Io c’ero quella notte..”. Insomma, come se fosse stato sventato un colpo di Stato.

“Non avremo un ruolo politico”

“Noi non avremo mai un ruolo politico, che non ci compete e rifugiamo – continua – ma dobbiamo garantire la credibilità della giustizia e fare in modo che sia metabolizzata dalla società in senso corretto perché troppe persone operano in senso contrario per dare un’immagine della giustizia che non corrisponde a quella che veramente è”, ha aggiunto il presidente uscente. Sulle elezioni per il nuovo Csm ha detto che, “Adesso abbiamo una legge che conosciamo, sicuramente ci sono delle forti istanze di rinnovamento anche in questo senso: vedremo se il Csm e la politica avranno intenzione di agire in tempi stretti, mi pare molto stretti, perché io credo ragionevolmente che entro l’anno dovremo votare quindi il tempo è davvero poco”. E sottolineando di non avere alcun’aspirazione di essere eletto a Palazzo dei Marescialli.

“Nessuna ritorsione”

E’ un timore che andrebbe giustificato, detta così è un’affermazione assolutamente astratta che non vedo quali fondamenti specifici possa trovare. Io credo che invece i magistrati continueranno a fare quello che hanno fatto: applicare la legge” ha proseguito Cesare Parodi, a margine del comitato direttivo centrale, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sui timori espressi dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari sul fatto che l’esito del referendum possa legittimare l’azione della magistratura su una serie di temi come ad esempio l’immigrazione. Sui tavoli tecnici il presidente uscente ha detto che, “”I tavoli li decide la politica. Noi, se va bene, siamo invitati e se siamo invitati, partecipiamo e portiamo il nostro contributo con gli avvocati che sono la parte indispensabile, quanto noi, di questo tavolo”.

 

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