+80mila occupati
Occupazione in crescita anche a gennaio: i dati Istat sono un boccone sempre più amaro per i gufi
Crescono lavoratori a tempo indeterminato e autonomo, calano i precari. Scende anche il tasso di disoccupazione che va complessivamente al 5,1% (-0,4 punti) mentre nella fascia giovanile cala di 1,9 punti e si attesta al 18,9%
L’Istat conferma ancora una volta il trend di crescita dell’occupazione in Italia: anche il mese di gennaio ha fatto registrare il segno più per il numero di occupati. Crescono anche gli inattivi, un dato quest’ultimo che si associa al calo dei disoccupati. In particolare, nel primo mese del 2026 si è registrato un ulteriore 0,3% in più di occupati, pari a un numero assoluto di 80mila persone. In questo modo il totale complessivo è arrivato a 24 milioni 181mila persone impiegate. Il tasso di occupazione sale così al 62,6%.
Cresce l’occupazione di qualità: i dati Istat
L’aumento mensile coinvolge sia i dipendenti – permanenti (16 milioni 455mila) e a termine (2 milioni 449mila) – sia gli autonomi (5 milioni 277mila). Quanto all’aumento su base annua (+70mila occupati in un anno), è effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+71mila) e degli autonomi (+195mila) a fronte del calo dei dipendenti a termine (-196mila).
L’incremento di occupazione coinvolge gli uomini, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 15-24enni che risultano in diminuzione; sostanzialmente stabile l’occupazione per le donne. Su base annua il numero di occupati supera quello di gennaio 2025 dello 0,3% (+70mila unità).
Cala la disoccupazione: -0,4%, con un crollo del -1,9% tra i giovani
Di contro scende il tasso di disoccupazione che si attesta al 5,1% (-0,4 punti) mentre quello giovanile cala al 18,9% (-1,9 punti). Rispetto a gennaio 2025, il numero di persone in cerca di lavoro scende del 22,7%, pari a -384mila unità e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,6%, pari a +322mila unità). Più nel dettaglio il numero di inattivi sale tra i 15-24enni, cala tra i 25-49enni e resta sostanzialmente stabile tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di inattività sale al 33,9% (+0,1 punti). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,4%, pari a -125mila unità) e aumentano gli inattivi di 15-64 anni (+0,9%, pari a +116mila unità).
La crescita del Pil nel quarto trimestre 2025
L’Istat ha rilevato inoltre che nel quarto trimestre del 2025 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. Il dato conferma la stima preliminare di gennaio. Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.