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“O anche no” si conferma su Rai 3. Il racconto delle fragilità oltre il sensazionalismo
Si muove su numeri significativi e stabili “O anche no”, il programma di Rai 3 dedicato ai temi della disabilità e dell’inclusione, che nell’ultima messa in onda ha registrato il 4,7% di share. Un dato in linea con l’andamento della trasmissione, che negli anni ha mantenuto una propria continuità di ascolto all’interno di una fascia e di un’offerta editoriale non generaliste.
In onda da sei anni, il programma ha progressivamente definito un posizionamento preciso nel palinsesto del servizio pubblico, puntando su un racconto delle fragilità lontano da registri sensazionalistici e centrato sulle esperienze dirette. Un’impostazione che, pur senza picchi rilevanti, ha consentito alla trasmissione di consolidare nel tempo una platea riconoscibile. Alla conduzione Paola Severini Melograni, giornalista impegnata da anni sui temi sociali, che ha contribuito a costruire il linguaggio del format, improntato a un approccio narrativo sobrio e orientato all’ascolto.
Si è invece conclusa il 15 marzo su Rai 2 “Stravinco per la vita”, spin-off del progetto, dedicato al racconto delle Paralimpiadi. Il ciclo ha ampliato temporaneamente la presenza del format su un’altra rete, mantenendo l’attenzione su sport e inclusione e proponendo una narrazione alternativa rispetto ai modelli più diffusi. Nel complesso, “O anche no” rappresenta un caso di stabilità all’interno dell’offerta Rai: un prodotto che, pur restando su valori di share contenuti, continua a presidiare con continuità uno spazio tematico specifico, confermando l’esistenza di un pubblico interessato a contenuti sociali trattati con un registro non convenzionale.