L'ex ministro sotto accusa
Nuove testimonianze contro Speranza in commissione Covid: “Menzogne sul vaccino”
I vaccini anti-Covid non impedivano la trasmissione del virus e l’obbligo imposto dall’allora ministro Speranza colpì anche chi era già stato danneggiato da un vaccino. Questo è quanto emerge dall’audizione della commissione Covid odierna che ha visto come protagonisti i rappresentanti del Condav Odv, il coordinamento nazionale danneggiati da vaccino.
La richiesta al Ministero
Il Convad, come ha spiegato il suo presidente Nadia Gatti, è un’associazione che si occupa di istruire le domande di indennizzo ai sensi della legge n. 210/92, per conto di associati che hanno riportato reazioni avverse a seguito della vaccinazione. Gatti ha spiegato che, nel corso della pandemia, il problema principale è stato che la sorveglianza passiva che veniva praticata sottostimava di mille volte la reale entità delle reazioni avverse rispetto alla sorveglianza attiva. Questo non consentiva, dunque, di riscontrare gravi eventi avversi come le miocarditi. I danneggiati da vaccino già riconosciuti tali, nell’ottobre 2021, quindi scrissero al ministro Speranza e al sottosegretario Sileri, chiedendo di prevedere per loro un esonero, ma il Ministero nicchiò. I vaccinati già danneggiati si videro, quindi, respingere la loro richiesta di esenzione dal vaccino anti-Covid dai loro medici che altrimenti avrebbe avuto problemi a livello professionale perché quelle persone erano considerate soggetti fragili e, quindi, non si potevano esentare.
Obbligo imposto a chi era già danneggiato
“La campagna vaccinale per sconfiggere il Covid, in Italia, non rispondeva a criteri scientifici”, attacca il deputato Francesco Ciancitto, vicepresidente della Commissione Covid che commenta così quanto rivelato da Gatti. “Dalle sue parole è emerso, infatti, che le persone che già prima della pandemia avevano subìto dei danni da vaccinazioni, sono state costrette all’inoculazione del siero anti-covid per la smania dell’allora ministro della Salute Roberto Speranza di raggiungere una copertura vaccinale pressoché totale”, aggiunge Ciancitto.
Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, dunque, “non solo l’obbligo surrettizio mediante Green Pass fu imposto a quanti avevano avuto il Covid prima che iniziasse la campagna vaccinale – i quali, dunque, si suppone avessero sviluppato gli anticorpi – ma anche a persone rese particolarmente fragili da danni certificati come pericardite e miocardite a causa di precedenti vaccinazioni”.
Presupposto dell’obbligo è gigante dai piedi d’argilla
Ma non è tutto. Nel corso dell’audizione è emersa una valutazione tecnica che fu ignorata da Speranza in quanto il 2 dicembre 2020, un mese prima che iniziasse la campagna vaccinale anti-Covid in Italia, le stesse aziende farmaceutiche che producevano i vaccini rivelarono l’assenza di test sulle persone immunocompromesse, sulle donne in gravidanza o in allattamento e che nessuna delle persone sottoposte ai test aveva riscontrato una riduzione dei sintomi severi del Covid, nonché che la trasmissione del virus non si interrompeva.
“Il presupposto su cui si basava l’obbligo surrettizio di vaccinazione anti-Covid attraverso il Green Pass si è ormai rivelato un gigante dai piedi d’argilla”, dichiara Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “Fu molto grave che, alla luce di questa ammissione da parte dei produttori di vaccino anti-Covid, le autorità politiche dell’epoca mentirono agli italiani, asserendo che l’inoculazione sarebbe servita a interrompere la trasmissione del virus”, aggiunge Malan secondo cui “il rapporto fiduciario tra legislatore e cittadino fu tradito durante la pandemia”. Malan, poi, sentenzia: “Per questo risulta oltremodo importante il lavoro svolto dalla commissione Covid, per far luce su certe zone d’ombra e per sostenere la necessità di dare risposte agli italiani, soprattutto a chi ha subito danni di salute dopo essersi dovuto sottoporre a una vaccinazione promossa dalle istituzioni attraverso la menzogna”.
Non solo incompetenza, ma illegalità?
Sulla stessa lunghezza d’onda Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Covid, la quale rileva che “durante la pandemia ci fu una palese distonia tra il Parlamento e l’azione del Ministero della Salute. Questo – prosegue – è quanto ha affermato oggi in commissione Covid l’avvocato Mauro Sandri, consulente della associazione Condav. Secondo la sua ricostruzione, il legislatore aveva autorizzato l’allora ministro Roberto Speranza a procedere con la campagna vaccinale mediante vaccini anti-Sars, finalizzati ad evitare il contagio, non con vaccini anti- Cov, i quali invece si limitavano a contenere la malattia e furono quelli somministrati ai cittadini italiani su disposizione ministeriale”. Per la Buonguerrieri, quindi, “non si tratterebbe di un semplice caso di incompetenza, ma di un vero e proprio stato di illegalità, come dichiarato dall’audito”.