CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Non bastava il disastro delle Olimpiadi negate dalla Raggi. Il M5S vota “no” anche alla legge su Roma Capitale

Il caso

Non bastava il disastro delle Olimpiadi negate dalla Raggi. Il M5S vota “no” anche alla legge su Roma Capitale

Politica - di Lucio Meo - 12 Marzo 2026 alle 19:12

Chi non ricorda la sindaca grillina di Roma, Virginia Raggi, che annunciò pubblicamente il “no” alla candidatura per le Olimpiadi del 2024 il 21 settembre 2016, durante una conferenza stampa, motivandolo con i rischi di ulteriori debiti per la città? Il giorno prima, il 20 settembre 2016, era saltato un incontro con il presidente del Coni Giovanni Malagò e i grillini avevano depositato una mozione in Assemblea Capitolina per il ritiro ufficiale, che fu votata nelle settimane successive. Questo portò al ritiro definitivo della candidatura da parte del Coni il 11 ottobre 2016, e i Giochi Olimpici del 2024 finirono a Parigi. Ebbene, ieri è arrivato il primo via libera parlamentare alla riforma costituzionale su Roma Capitale che assegna più poteri, autonomia e fondi alla città eterna e i grillini, ancora una volta, hanno votato no.

Il no del M5S alla legge su Roma Capitale

La commissione Affari costituzionali della Camera ieri ha approvato il mandato ai relatori sul disegno di legge che punta a rafforzare il ruolo istituzionale della Capitale, ampliandone funzioni e competenze nell’ordinamento dello Stato. Il testo, al termine dell’esame degli emendamenti, è ora pronto per l’approdo in Aula a Montecitorio. Relatori del provvedimento sono Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e Marco Perissa, deputato di Fratelli d’Italia.  La maggioranza ha votato favorevolmente, mentre tra le opposizioni M5S e Alleanza Verdi-Sinistra (Avs) si sono opposte, definendolo un’introduzione surrettizia di autonomia differenziata comunale. Il PD ha scelto l’astensione, per sostenere il rafforzamento dei poteri ma stimolando una legge ordinaria sulle risorse. Il disegno di legge costituzionale C. 2564 modifica l’articolo 114 della Costituzione per riconoscere a Roma Capitale un ruolo autonomo tra gli enti della Repubblica, attribuendole potestà legislativa in materie specifiche e maggiore autonomia amministrativa e finanziaria.

ll PD sostiene il rafforzamento dei poteri di Roma Capitale, come nella loro proposta di legge a firma Morassut, ma ha scelto l’astensione per mantenere aperto il dialogo parlamentare senza rompere il fronte opposizione. L’astensione funge da “stimolo” per approvare una legge ordinaria parallela sulle risorse finanziarie, richiesta dal PD e dal sindaco Gualtieri, enfatizzando la necessità di garanzie concrete oltre la modifica costituzionale. M5S e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro perché il ddl introduce “surrettiziamente” una forma di autonomia differenziata a livello comunale, vista come un rischio per l’unità nazionale e un ampliamento ingiustificato di poteri locali senza adeguati contrappesi.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Lucio Meo - 12 Marzo 2026