Al Cpac di Dallas
Nel nome di Charlie Kirk, i conservatori americani ricordano l’attivista ucciso con una standing ovation (video)
«Charles James Kirk». Al corrispondente del Turning point, Jack Posobiec, è bastato pronunciare il nome dell’attivista conservatore ucciso il 10 settembre 2025 all’università dello Utah per ottenere l’attenzione del pubblico del Cpac di Dallas. L’evento dei conservatori, che si tiene ogni anno negli Usa, ha dovuto fare a meno di una degli ospiti più famosi e importanti per i giovani, ossia Charlie Kirk, barbaramente ucciso dall’odio antifascista. Solo ascoltandone il nome dal microfono, la platea è esplosa in un fragoroso apprezzamento. Evidentemente è ancora viva la memoria di chi si è battuto con le idee e la dialettica nelle università, dimostrando che il sistema didattico americano e l’ideologia progressista fossero in grande difficoltà. Come hanno dimostrato gli americani presenti al congresso, nessuna violenza può cancellare il ricordo di un patriota.
Il Cpac di Dallas ricorda Charlie Kirk. FdI: «Era in prima fila per custodire i valori antichi»
Ad assistere al discorso in memoria di Kirk c’era anche una delegazione di Fratelli d’Italia, volata a Dallas per presenziare al congresso. È stato il deputato Emanuele Loperfido a ricordare l’importanza del fondatore di Turning point in una nota: «Una figura che, nonostante la giovane età, è stata un leader e un punto di riferimento per un’intera generazione. Il suo messaggio è semplice e diretto: il futuro non si costruisce aspettando, ma agendo, assumendosi la responsabilità delle proprie idee. In un tempo in cui tutto sembra incerto — dall’economia agli equilibri internazionali — emerge con forza una sfida politica: mettere al centro valori, identità, famiglia e patria per dare una direzione chiara e un futuro certo al Paese».
Ma non solo, perché come ha evidenziato l’esponente di FdI, «di fronte al relativismo della cultura woke, che rischia di annacquare tutto, Charlie Kirk si era messo in prima fila per far prevalere quei valori antichi, ma sempre attuali, che sorreggono le nostre civiltà. Se vogliamo comprendere il futuro di una nazione, dobbiamo partire proprio da lì: dai valori e dagli ideali, mettendoci in gioco, nel libero confronto, per offrire una guida alla società e alle istituzioni». In conclusione, «è questo il principio di chi sceglie di impegnarsi in politica: non restare in silenzio, non farsi intimidire, avere il coraggio di difendere ciò in cui si crede. Perché il futuro non sarà deciso da chi osserva, ma da chi sceglie di esserci».