Si teme un'ondata
Napoli, respinta la richiesta di ventisei autisti pubblici: volevano fare i rappresentanti di lista
Lo scorso giugno circa 500 dipendenti delle società di trasporto partenopeo ottennero il permesso elettorale
Troppe richieste
La decisione è maturata dopo una valutazione dei servizi programmati e su altre tipologie di assenze (Legge 104, malattia, congedo parentale donazione di sangue). In particolare, riferisce Acconcia, “si sarebbero verificate difficoltà nei bacini afferenti ai depositi di Teverola (17 richieste) e Capodichino (9) dove la contemporanea assenza di personale avrebbe potuto compromettere l’erogazione dei servizi, soprattutto sulle linee scolastiche. Pur consapevoli dei diritti democratici -conclude l’amministratore di Air Campania- abbiamo il dovere come azienda di trasporto di bilanciare questi diritti con la necessità di garantire servizi essenziali ai cittadini, in particolare a studenti e famiglie”.
Un fenomeno incredibile
A Napoli, il fenomeno coinvolge centinaia di autisti e macchinisti contemporaneamente. Ad esempio, per le elezioni regionali e i referendum del 2025/2026, si sono registrate centinaia di richieste che hanno portato alla chiusura temporanea di funicolari e al taglio drastico delle linee bus.
Il record del 2018
In occasione delle elezioni politiche di marzo 2018, si registrò un vero e proprio “esercito” di dipendenti ANM ai seggi. Circa 294 dipendenti ANM (in gran parte autisti di bus) e altri 16 lavoratori scelsero di fare i rappresentanti di lista o gli scrutatori. servizio di superficie andò al collasso, con un drastico taglio delle corse e lunghissimi tempi di attesa alle fermate.
L’allarme dell’ente per il Volturno
Recentemente, per le consultazioni referendarie di domenica e lunedi, è emerso un nuovo caso critico. Ben 230 dipendenti di EAV (Ente Autonomo Volturno) hanno richiesto il permesso elettorale. L’azienda ha segnalato il rischio concreto di soppressione di corse ferroviarie e automobilistiche, con pesanti disagi per i pendolari della provincia. Al referendum sul lavoro del giugno scorso si registrarono circa 490 permessi complessivi tra le due aziende principali della città. Insomma, una passione politica perlomeno sospetta.
Leggi anche