Verso espulsioni più rapide
Migranti, non basta chiedere asilo politico per restare in Italia: la Consulta dà ragione al governo
La Corte costituzionale boccia il ricorso della Cassazione e le liberazioni facili. Sara Kelany: da oggi sarà più difficile smontare le politiche migratorie del governo. La sinistra se ne faccia una ragione"
Una altro obiettivo centrato per le politiche migratorie del governo: è la Corte Costituzionale che dà ragione all’esecutivo e boccia il ricorso della Cassazione circa i trattenimenti dei migranti irregolari nei Cpr. La Consulta ha dichiarato inammissibile una questione sollevata dagli ermellini. Morale: lo straniero criminale può stare nei Cpr anche se chiede asilo. Dunque: chi ha presentato domande di protezione pretestuose ed è un pericolo per la sicurezza può essere trattenuto per decisione di un questore. È un passo verso espulsioni più rapide.
Migranti, la Consulta: «Giusto scoraggiare abusi del procedimento d’asilo»
La questione, il nodo giuridico, impatta direttamente sul braccio di ferro tra la magistratura e il governo, dopo l’inaugurazione dei centri in Albania. In particolare impatta su una vicenda-simbolo saltata al “disonore” delle cronache poche settimane fa con il migrante illegale con un curriculum criminale pesante, trasferito nel centro di Gjadër in vista della sua espulsione. Poi, come sappiamo, in seguito a due domande di protezione internazionale presentate; in seguito al provvedimento del questore della Capitale che si era espresso per l’infondatezza dell’istanza, la Corte d’Appello di Roma, annullò il provvedimento. Cos’ era accaduto in seguito? Il migrante era stato trasferito da Gjadër al Cpr di Bari: qui la Questura locale aveva emesso una terza misura restrittiva per via del rischio di fuga dello straniero pluricondannato; e soprattutto per la sicurezza per l’ordine pubblico.
Migranti, la Consulta dà ragione al governo e boccia il ricorso della Cassazione
Proprio questo terzo provvedimento era stato oggetto del ricorso della Cassazione e ora respinto dalla Consulta. E’ il tassello importante di una politica di contrasto all’immigrazione illegale che il governo Meloni sta portando a compimento. Un uno-due che si aggiunge all’ok dell’Europa al modello Albania e ai rimpatri rapidi votato a Bruxelles da una maggioranza a trazione centrodestra. Soddisfatta di questo percorso Sara Kelany, responsabile del Dipartimenti Immigrazione e sicurezza di FdI. “Prima era il mantra dei ‘paesi sicuri’, per il tramite del quale hanno tentato di smantellare il progetto Italia Albania. Poi, per gli immigrati irregolari portati a Gjader: hanno iniziato a dire che la richiesta di asilo avrebbe fatto venire meno il trattenimento, liberando dai cpr ogni sorta di galeotto. Come se la provenienza geografica o etnica fosse un salvacondotto rispetto ad una storia di criminalità efferata. Chissà domani cosa diranno, pur di mettere a piede libero chiunque abbia commesso ogni specie di crimine, anche il più feroce”.
Kelany: “Da oggi sarà più difficile rimettere gli irregolari in libertà”
Questo il commento di Kelany che in articolo su Il Tempo specifica chiaro e tondo: “Immigrati irregolari che hanno commesso stupri, rapine, furti atti osceni di fronte a dei minori, liberati dal trattenimento per evidenti ragioni ideologiche di una certa parte della magistratura. Che ha interpretato il proprio ruolo per smontare le politiche migratorie di questo governo. L’esito del referendum non cambia la verità: c’è uno zoccolo minimo e duro di magistratura che ritiene di poter interpretare la legge piegando il diritto all’ideologia”. Non si nasconde che questo parere dato dalla Consulta segni una battaglia vinta. Ma non si nasconde che la partita è ancora lunga. “Il problema degli immigrati irregolari rimessi in libertà da una certa parte della magistratura ideologizzata purtroppo non si risolverà facilmente. “Continueremo – aggiunge – ad avere giudici che restituiranno spazi di agibilità a chi è stato trattenuto per essere espulso”.
Kelany: “Di fronte al parere della Consulta, la sinistra se ne faccia una ragione”
“Ma oggi sarà più difficile- scrive-: perché oltre all’Europa, che ha adottato il regolamento rimpatri, in cui sono previsti i return hubs (…) la Corte costituzionale ha espressamente detto che non basta chiedere asilo politico per restare in Italia. No signori, non basta: dovete averne diritto, rispettare le regole, adeguarvi al nostro sistema valoriale, giuridico, ordinamentale”. Di fronte al parere della Consulta “che è l’organo che tutela quella che è la ‘costituzione più bella del mondo’, anche la sinistra dovrà farsene una ragione”.