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Meloni: «L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo. Il governo lavora per la sicurezza dei cittadini e per la pace»

Il video

Meloni: «L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo. Il governo lavora per la sicurezza dei cittadini e per la pace»

La premier illustra anche l'impegno per mitigare le conseguenze del conflitto: task force sui prezzi e contro le speculazioni e il meccanismo delle "accise mobili" per la benzina

I Video del Secolo - di Redazione - 7 Marzo 2026 alle 20:45

«L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto». La premier Giorgia Meloni lo ha ribadito con un video sui propri social, nel quale dà conto del lavoro del governo per rafforzare l’azione diplomatica a livello internazionale e dell’impegno per tutelare gli italiani. Un impegno che si dispiega assistendo i nostri connazionali che si trovano ancora nella regione del Golfo e lavorando per arginare le conseguenze interne del conflitto, in particolare in relazione all’aumento dei prezzi.

Meloni: «Il governo al lavoro per tutelare gli interessi nazionali»

«Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell’Italia», sottolinea Meloni, spiegando che «in queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica».

Il coordinamento con Macron, Merz e Starmer

«Con il presidente francese Macron, con il cancelliere tedesco Mertz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale», aggiunge la premier, chiarendo che «per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea ma soprattutto di prevenzione».

«L’Italia non fa parte del conflitto e non intende diventarne parte»

«Ma la nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte parte del conflitto», ribadisce Meloni. «Noi – spiega – lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area».

L’impegno sul fronte interno: una task force sui prezzi

Parallelamente il governo è impegnato sul fronte interno: «Siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra Nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione».

Il meccanismo delle accise mobili

«In particolare – dice ancora la premier – sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise, è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra e la sua attivazione è già allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell’Economia».

Il sostegno a «ogni iniziativa volta alla ricerca della pace»

«È certamente una fase difficile, però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace», conclude Meloni.

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di Redazione - 7 Marzo 2026