Intervista a tutto campo
Meloni da Fedez, lezione alla sinistra: “Quando non parlo, dicono che scappo. Quando parlo, contestano il mezzo…”(video)
"Condannare Usa? Non sono vigliacca ma servono valutazioni più complesse". "Politicizzare il referendum contro il governo è una trappola". "Voteranno Sì molti più magistrati di quelli che lo dichiarano". Intervista a tutto campo. Fedez: "Grande opportunità"
“Quando non parlo, dicono che scappo. Quando parlo, contestano il luogo, il mezzo e pure chi mi intervista. A questo punto il sospetto è uno: che preferirebbero semplicemente che io non esistessi. Mi spiace, ma su questo non posso accontentarli. Posso però invitarli a una cosa più semplice: guardare la puntata prima di commentarla”. Le parole di Giorgia Meloni sui social rispondendo con ironia ma anche con decisione alle polemiche per la sua partecipazione alla puntata di ‘Pulp Podcast’ trasmessa dalle 13 di giovedì.
Arriva il momento di Pulp podcast con Meloni da Fedez
E il momento “fatale” tanto atteso da media e politica arriva con un Fedez che annuncia la premier parlando di una “grandissima opportunità”. Prima domanda, crisi internazionale, discorso Medio Oriente-Trump. Qual è sua posizione? “La posizione ufficiale dell’Italia è quella che abbiamo già portato in Parlamento: è che l’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran, che non intende partecipare. Quello che noi cerchiamo di fare, chiaramente date le condizioni, è lavorare a una de-escalation. Stiamo aiutando a difendersi i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici, ma soprattutto perché nell’area ci sono decine di migliaia di italiani oltre a 2.000 soldati di stanza”.
“Lavoriamo alla de-escalation”
“Dopodiché ovviamente – risponde la premier- lavoriamo per cercare di rispondere alle conseguenze del conflitto, che sono soprattutto per noi delle conseguenze che possono essere legate alla sicurezza e sono le conseguenze di carattere economico che bisogna cercare il più possibile di affrontare e minimizzare”. Poi spiega: “Il punto è che io, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran non ne ho”. Quindi, la premier spiega di continuare a perseguire la “strada che, secondo me, è l’unica tra questi scenari ragionevole: cioè tentare di chiudere un accordo: per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni. Ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo”.
“Stiamo vivendo una crisi del diritto internazionale che viene da lontano
Domande mai banali, colloquio disteso, risposte franche. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano. Viviamo in un mondo in cui ti trovi a scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti”. Quindi cerca di far capire il punto. “Il punto di vista di chi sta al governo rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare; o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi, lo scenario diventa un po’ più complesso”. Arrivano poi domande su Russia, Ucraina e naturalmente il referendum.
Iran, condannare Usa? “Non sono vigliacca ma servono valutazioni più complesse
Si cambia scenario, la guerra in Ucraina. Meloni rovescia la domanda di Fedez: “Che Zelensky non voleva nessun tipo d’accordo mi pare un po’ forte. Allo stato attuale mi pare che la Russia non vuole nessun tipo di accordo”. Poi si passa ai rapporti con gli Usa. Ferdez salta con i piedi sul piatto: non siamo troppo subordinati agli Usa? Meloni chiarisce. Giustificare le azioni del presidente Usa, Donald Trump? “Io non penso che sia una questione di giustificare, io penso che sia una questione di verificare”. Prendere una posizione contro gli Stati Uniti? “Anche quello è uno scenario pericoloso – spiega a Fedez e a Mr Marra-. Ed è pericoloso per te, non per gli americani. Nella mia posizione di presidente del Consiglio mi permetterete se non ho queste certezze: atteso che è sempre la sicurezza dei cittadini italiani che è a repentaglio. Non è perché sono vigliacca o perché non sono lucida o perché non ho il coraggio,. Ma perché devo fare delle valutazioni più complesse di quelle che chiaramente possono fare tutti gli altri. Perché se tutti gli altri sbagliano valutazione non ci sono conseguenze, io se sbaglio una valutazione le conseguenze ce le ho e le pagano gli altri”.
“Politicizzare il referendum contro il governo è una trappola”
Poi il tema dei temi: perché il referendum è stato così politicizzato?, le chiede Fedez. “Io ho cercato di rimanere nel merito – premette Meloni- .- Il fronte del ‘no’ lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta. Che invece è di buon senso e l’unico strumento che ha è dire: ‘Vai a votare per mandare a casa Meloni’. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano. Perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Se la detesti e sei d’accordo con la riforma, secondo me, vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”.
Spiega la premier: “La giustizia” in Italia “non l’hai mai potuta riformare in modo sostanziale. E non l’hai mai potuta riformare perché ogni volta che tenti di fare un passo avanti” allora “c’è sempre stata la levata di scudi che voi state vedendo anche adesso. Si dice, ‘qui si vuole inficiare la separazione dei poteri’, ma il potere del Parlamento è quello di fare le leggi. Se tu dici che il Parlamento le leggi non le può fare, allora sì che c’è un tentativo di inficiare davvero”. E conclude: “Niente funziona in eterno nello stesso modo, in questi 80 anni noi abbiamo riformato qualsiasi cosa: abbiamo riformato il governo, abbiamo riformato le regioni, abbiamo riformato il bilancio dello Stato e la giustizia non siamo mai riusciti a toccarla”.
“Voteranno Sì molti più magistrati di quelli che lo dichiarano”
E incalza: “Lei si è chiesto perché ci sono fior fiori di magistrati che stanno combattendo per il Sì con le unghie e con i denti? E si è chiesto perché io so che voteranno Sì molti più di quelli che lo dichiarano? Perché questa non è una riforma fatta contro i magistrati: è una riforma al contrario fatta per tutti i magistrati. Non solamente per quelli che erano inseriti in un certo sistema, ma per tutti quelli che magari sono stati mortificati e si sono visti un altro passare avanti per logiche che non erano di merito”.