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Meloni agli italiani: “Scrivete il vostro futuro, questo è il momento di scegliere: votate Sì per aprire una pagina nuova”

Ovazione per la premier

Meloni agli italiani: “Scrivete il vostro futuro, questo è il momento di scegliere: votate Sì per aprire una pagina nuova”

Politica - di Adriana De Conto - 12 Marzo 2026 alle 19:39

La riforma della giustizia è un traguardo epocale, una questione di coraggio. “Italiani, scrivete il vostro futuro”. Sono le parole della premier Giorgia Meloni in chiusura della kermesse di FdI per il sì al referendum sulla giustizia al Teatro Parenti di Milano. La fase è cruciale. E anche in un momento altrettanto cruciale sul piano della crisi mondiale, la presidente del Consiglio è stata chiara: “Sono giornate di grande attenzione, di enorme lavoro per evitare un ulteriore allargamento della crisi internazionale. Ma non vogliamo rinunciare a dare la giusta attenzione al traguardo epocale di riuscire finalmente a riformare in Italia anche la giustizia”. Esordisce così  la presidente del Consiglio e leader di FdI.

Meloni: “Riformiamo quello che sembrava intoccabile”

La platea le tributa una standing ovation: “Giorgia,Giorgia”. “Qui è tutta una questione di coraggio, di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile”, scandisce. “Il coraggio di maturare le convinzioni andando nel merito nelle cose e interrogarsi oltre la cortina fumogena delle menzogne che abbiamo ascoltato”. L’interesse dell’Italia è la stella polare che da sempre guida l’esecutivo: “Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura. Quello che noi abbiamo in mente, è sistemare quello che non funziona, anche per i magistrati ma soprattutto per i cittadini”. I passaggi sui quali la premier ha focalizzato il suo intervento arrivano dritti alla platea. “In Italia, quando si vuole modificare qualcosa, si grida alla deriva illiberale, alla fine dello stato di diritto. In questo catastrofismo si nasconde solo una spasmodica volontà di mantenere lo status quo e difendere i privilegi che si annidano in quello status quo a vantaggio di alcuni sulla pelle degli altri”. Ma qualcosa non torna: “Se si considera che la separazione delle carriere è già in vigore in 21 dei 27 paesi della Ue, io dico sono tutti in una deriva illiberale o siamo noi che siamo indietro?”.

“C’è una distorsione profonda, strutturale, che nessuno prima di noi è riuscito a correggere”

L’invito rivolto dalla premier a poche settimane dall’appuntamento referendario è stato quello di “non avere paura di lottare per quello che si ritiene giusto e necessario per mettere l’Italia in condizione di stupire. Fidatevi del vostro istinto e della vostra intelligenza”. E’ il momento di scegliere senza indugi: “C’è  il futuro dei nostri figli, non accetteremo che tutto rimanga sempre uguale: questo è il momento di scegliere, non di restare a guardare”. “Non restare a casa”. E ancora: “Quando gli italiani decidono di scrivere il proprio futuro non c’è niente che li possa fermare”.

Perché votgare Sì

Perché Sì, dunque: “Le scelte dei magistrati impattano su moltissimi aspetti della nostra vita, è un potere enorme. Ma anche l’unico potere cui non corrisponde una adeguata responsabilità: chi sbaglia non paga conseguenze, anzi spesso avanza di carriera”. Meloni ha citato dal palco di Milano diversi casi di magistrati sanzionati blandamente per casi di malagiustizia: “C’è dunque una distorsione profonda, sistemica, strutturale, che nessuno prima di noi è riuscito a correggere”.

Meloni: “Recuperare il prestigio della magistratura umiliato da logiche correntizie”

“Abbiamo riformato molti ambiti – ha precisato- ma la giustizia è rimasta identica a se stessa, immune da cambiamenti: ogni tentativo fallito, bloccato da una reazione sproporzionata e illogica di chi non guarda la realtà e difende lo status quo; i privilegi di pochi contro gli interessi di tutti, soprattutto della stragrande maggioranza di magistrati che svolge con serietà e rigore il proprio ruolo”. L’obiettivo della riforma “è recuperare il prestigio della magistratura umiliato da logiche correntizie e restituire fiducia ai cittadini nella giustizia. Tanti magistrati in servizio la sostengono. E questo dimostra che la riforma non è contro i magistrati ma per tutti i magistrati e con loro per tutti i cittadini”. E la conclusione è stata chiara: “Non è il destino personale di qualcuno che ci interessa, ma il destino di questa nazione nel suo complesso”.

“No al controllo della politica sulla magistratura”

Toccando punti specifici, la premier ha stigmatizzato come ci sia “un eccessivo condizionamento politico” nel Csm. Che “dovrebbe essere un organismo totalmente estraneo a logiche politiche. Quel condizionamento produce un meccanismo in cui si tende a privilegiare, nella scelta di chi va trasferito o no, promosso o no o sanzionato, delle logiche che non sono meritocratiche ma di appartenenza. No al controllo dalla politica sulla magistratura“. “No al controllo della politica sulla magistratura – ha ripetuto -. Lo dice il fronte del no e io sono d’accordo con loro, ma segnalo che allora devono votare sì”. E poi un appunto a chi va ripetendo  ‘votate no contro la Meloni’. “Intanto – mette bene in chiaro –   non c’è nessuna possibilità che mi dimetta in nessun caso: voglio arrivare alla fine della legislatura”. Ancora più chiara: “Io voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro. Tra un anno, quando si andrà a votare alle politiche, avrete comunque la possibilità di mandare a casa il governo”.

“Votare Sì per aprire una pagina nuova”

“Ci sono momenti nei quali una nazione deve sapersi guardare allo specchio e decidere se restare com’è o se provare a diventare migliore: questo è esattamente uno di quei momenti e allora non restate a guardare, non giratevi dall’altra parte, servono cinque minuti per mettere una croce sul Sì. E insieme possiamo aprire una pagina nuova per la giustizia italiana e per la nostra nazione”.

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di Adriana De Conto - 12 Marzo 2026