Sopra gli obiettivi prefissati
Mazzata sulle partite Iva false, battaglia storica di FdI: chiuse oltre 12mila società “apri e chiudi”
I risultati dell'impegno del Governo che nelle varie manovre finanziarie ha introdotto norme che combattessero l’abusivismo, la concorrenza sleale ma soprattutto premiassero quegli imprenditori onesti e che rispettano la legge
Maxi stop alle partite iva fasulle, le cosiddette partite Iva “apri e chiudi”. Duro colpo dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza che ha proceduto nel 2025 a un recupero record per l’attività di contrasto all’evasione fiscale, riportando nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro: in aumento di 2,8 miliardi rispetto al 2024 (+8,4%), come sottolineato mercoledì dalla premier. In seno a questa cifra record come sottolineato dal Secolo mercoledì nel 2025 va registrato un altro successo a cui l’esecutivo ha lavorato in questi anni: 12.000 posizioni di partite Iva “fasulle” sono state chiuse: più del doppio rispetto alle 5.900 del 2024.
Partite Iva “apri e chiudi”: l’impegno del governo
Nel sistema fiscale italiano grazie all’azione del governo è cresciuta l’attenzione verso il fenomeno della cosiddetta partita Iva apri e chiudi: ossia quelle attività aperte con finalità elusive e destinate a cessare dopo pochi mesi. L’Agenzia delle Entrate ha fissato obiettivi precisi nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, prevedendo la chiusura d’ufficio di 9.000 posizioni nel solo 2026. Il numero salirà a 9.500 nel 2027 e raggiungerà quota 10.000 nel 2028.
Risultati in miglioramento anno dopo anno
Le misure inserite nelle varie leggi di bilancio hanno rafforzato il sistema dei controlli in capo all’Agenzia delle entrate. Inoltre hanno introdotto una serie norme che limitano l’operatività delle società sospette. Si tratta di una battaglia storica di Fratelli d’Italia e ora del governo. Che da sempre chiedeva norme che combattessero in modo efficace l’abusivismo, la concorrenza sleale. Ma soprattutto premiassero quegli imprenditori onesti e che rispettano la legge. A annunciare i dati del 2025 sono stati il ministro dell’economia e il viceministro, Giorgetti e Maurizio Leo.
Vanno segnalati in tal senso i risultati ottenuti anno dopo anno. Nel 2023 sono state 2.300 le partite iva “apri e chiudi” cessate. Il doppio nel 2024, secondo i dati forniti dall’agenzia delle Entrate. Lo stop dello scorso anno – 12.000 posizioni cessate d’ufficio- segnano un +105% rispetto al 2024. A queste si aggiungono ulteriori 57mila partite Iva di soggetti non residenti: applicando la nuova normativa sui rappresentanti fiscali.
Minori spese a carico del bilancio dello Stato
Inoltre, nel 2025, le analisi di rischio e i controlli preventivi hanno assicurato minori spese a carico del bilancio dello Stato per oltre 5 miliardi e 600 milioni di euro, tra crediti fittizi, indebite compensazioni e rimborsi Iva non spettanti. Infine, le indagini condotte con l’Autorità Giudiziaria e la Guardia di Finanza per contrastare l’illecito appalto di manodopera hanno portato incassi erariali per oltre 400 milioni di euro e la regolarizzazione di 11.500 lavoratori.