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Mantovano smaschera le bugie di Conte: “La politica dominava il Csm con la sinistra, non con la riforma Nordio”

Giustizia e referendum

Mantovano smaschera le bugie di Conte: “La politica dominava il Csm con la sinistra, non con la riforma Nordio”

Politica - di Monica Pucci - 12 Marzo 2026 alle 18:14

In un video pubblicato su X, il presidente del M5S Giuseppe Conte, nella consueta disamina faziosa sul tema del referendum sulla giustizia, aveva criticato la riforma sostenendo che aumenterebbe il peso della politica negli organi di autogoverno della magistratura, come i nuovi Csm: “Mentre i magistrati dei due nuovi Csm sono presi a casaccio, i laici che rappresentano la politica sono scelti accuratamente dal Parlamento. Il loro sorteggio è una finzione. Vanno lì con un mandato politico preciso”. Il famoso detto sul pulpito e sulle prediche si addice a Conte, mai come in questo caso. E il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, oggi glielo ha fatto notare.

Mantovano a Conte: “Nessun aumento del peso politico nei Csm con la riforma”

“Il Presidente Giuseppe Conte sostiene che con la riforma della giustizia aumenterebbe la componente politica negli organi di autogoverno. Non risulta però che egli abbia mai espresso preoccupazioni per il fatto che, per decenni, i vicepresidenti del Csm – da Rognoni a Mancino, da Legnini a Ermini – siano spesso transitati direttamente dal Parlamento o dal Governo al vertice dello stesso Consiglio. Non ha fatto specie perché, pur degnissime persone, quasi tutti provenienti da partiti di sinistra?”, dichiara, in una nota, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. “Nella riforma costituzionale – prosegue – il condizionamento della politica diminuisce: sia perché il sorteggio interessa anche la componente laica, che verrà attinta non da un blocco unico concordato dai partiti, ma da una lista ampia e qualificata; sia perché la quota espressione del Parlamento nella nuova Corte disciplinare sarà un quinto, invece del terzo che attualmente coincide con la componente laica dell’attuale sezione disciplinare del Csm. E credo che anche dalle parti del Presidente Conte un quinto sia meno, non più, di un terzo”, conclude Mantovano. 

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di Monica Pucci - 12 Marzo 2026