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Domenica delle palme, dall’accorato di Papa Leone all’intervento di Giorgia Meloni su quanto accaduto al Santo Sepolcro a Gerusalemme oggi Meloni

A proposito di significati

Lo strappo al Santo Sepolcro nella domenica delle Palme. Meloni: a Gerusalemme offesa a credenti e libertà religiosa. Cosa è successo

Politica - di Bianca Conte - 29 Marzo 2026 alle 13:47

Proprio mentre i rami d’ulivo benedetti sventolano sotto il cielo di Roma, la Domenica delle Palme 2026 si rivela incastonata in un crocevia drammatico tra fede, storia e geopolitica. E se Piazza San Pietro si celebra l’abbraccio universale tra Papa Francesco e migliaia di fedeli, le notizie che arrivano dal cuore della cristianità proiettano un’ombra cupa sull’inizio della Settimana Santa.

Domenica delle palme, un significato e una ricorrenza oltre la geopolitica

Non a caso, infatti, al termine dell’Angelus il Pontefice ha abbandonato i toni celebrativi per lanciare un appello che sa di ultimatum morale. «Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!», ha gridato Francesco, legando indissolubilmente il mistero della Passione di Cristo alle piaghe dei conflitti moderni. Il pensiero di Papa Leone, dunque, corre veloce ai cristiani in Medio Oriente: “popoli feriti” che oggi partecipano fisicamente alla sofferenza della Croce, privati in alcuni casi però persino della possibilità di pregare nei luoghi della Tradizione.

Non a caso allora, irrompono sulla scena liturgica e geopolitica, a confermare la gravità della situazione, le parole della premier Giorgia Meloni che, intervenendo con una nota, ha denunciato un episodio senza precedenti: le autorità israeliane hanno impedito al Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, Padre Ielpo, di celebrare la Messa delle Palme nel Santo Sepolcro.

Le parole della premier Meloni nella domenica delle palme

Questa la denuncia del presidente del Consiglio, che tra fermezza e richiamo solenne, ha dichiarato: «Il Governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa».

Lo dice chiaramente Giorgia Meloni: quanto accaduto «è un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa». Ribadendo contestualmente che il Santo Sepolcro è un luogo sacro universale da preservare. Pertanto, impedire l’ingresso ai vertici religiosi in una solennità così centrale, rappresenta un vulnus diplomatico e spirituale che rischia di minare i diritti religiosi e offendere gli animi in un’area già martoriata.

Un cerchio spirituale che si chiude

E allora, quei rami d’ulivo che oggi entrano nelle case dei fedeli come emblemi di protezione, non sono più che mai da considerarsi “semplici orpelli celebrativi”. La liturgia prevede che vengano conservati per un intero anno, fino a essere bruciati per diventare la cenere del mercoledì che aprirà la Quaresima successiva. È un ciclo che ricorda la fragilità umana e la forza della fede. E in questo 29 marzo, il messaggio che parte da una San Pietro gremita, come da Palazzo Chigi, è un invito alla coerenza: non serve sventolare l’ulivo se non si è pronti a praticare la fratellanza. La “lezione della Croce” deve ripartire anche da oggi. Tra il silenzio forzato di Gerusalemme. E le preghiere coraggiose di Roma.

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di Bianca Conte - 29 Marzo 2026